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A Quiet Place

A Quiet Place

Pasian di Prato, Chiesa di San Giacomo, mercoledì 10 novembre ore 20.45
Trieste, Chiesa Evangelica Luterana, venerdì 12 novembre ore 20.45
Pordenone, Duomo Concattedrale di San Marco, domenica 14 novembre ore 20.45
Tolmezzo, Duomo, sabato 01 gennaio 2011 ore 17.00

A QUIET PLACE

Musica, Parole e Immagini in Tempo di Guerra

CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

MONICA MOSOLO
lettura scenica e regia
NEVIO ZANINOTTO
saxofono
ANNAMARIA DELL’OSTE
soprano
CRISTIANO DELL’OSTE
direttore

in collaborazione con

Vicino Lontano

Da A Quiet Place, una canzone del celebre gruppo pop dei Take 6, prende spunto l’idea-progetto del Coro del Friuli Venezia Giulia, una proposta di musica per la pace, una sosta in un luogo tranquillo, per aiutare ogni ascoltatore, ogni persona a guardare dentro la verità delle ingiustizie moderne.
Nasce così un percorso di riflessione, di parole, poesia e musica sacra, quasi un rifugiarsi nel silenzio di una chiesa, depositaria di uno spirito che ne sublima la musica e che la musica sublima nella sua storia di millenni. Fuori c’è la guerra, la guerra di ogni giorno, che pervade, oltraggia, mina ogni sentire dell’uomo, ogni tentativo di trovare uno spazio, luogo, agognato porto di silenzio e pace.
Immagini che proietteranno chiunque al di fuori di quelle mura amiche, chiederanno all’ascoltatore una profonda ricerca del vero, non filtrato dal rumore, del vero effimero, ma di quello che porta diritto al cuore del proprio sentire.
Le pagine sacre del Miserere di Allegri, dell’Agnus Dei di Barber, del Requiem di Verdi, O Nata Lux di Laurdisen e altre composizioni, a corollario di alcune letture su testi e poesie di Quasimodo, Gandhi, Brecht e altri che hanno dedicato molti loro scritti in favore
della Pace. La Bibbia, dal libro dell’Ecclesiaste, come riferimento, un messaggio ancora attuale a commentare immagini di guerra sullo sfondo, la magia di un coro a cappella, suoni dal basso verso l’alto, verso una preghiera di perdono, quasi una traiettoria che
scheggia dalla bassezza dell’uomo verso il cielo. Un tempo che scivola nel sentire contemplativo di ognuno di noi, quasi un fermo immagine, per commemorare le vittime, commemorare la scia di odio e di violenza che ogni giorno insanguina il mondo.
Il contesto stesso della chiesa dice con quale animo viene pensato e proposto questo momento, che vuole essere un sospiro e un anelito di pace svincolato dalle ragioni e ancorato alla ragione, alla lucidità di uno sguardo che del male cerca di avere una nozione
riassuntiva e radicale, spirituale appunto, e non cerca di dirimere grovigli intricatissimi nei quali non esiste più alcun innocente ed ogni violento è contemporaneamente una vittima.
Pagine musicali in un vortice emotivo a compensare una sofferenza muta, che porta con sè il dolore del mondo, porta il peso dell’ingiustizia che scardina ogni equilibrio, che vìola la bellezza.
Nelle immagini un’umanità sofferente rimane depositaria della ricchezza vera. Fermezza, dignità, quiete immobile che trapassa perfino la speranza divenendo adesione all’essere che è. Non ribellione, ma svuotamento, abbandono. Innesto in uno spirito di accettazione che pulsa nei cuori rendendoli nobili, forti di una forza lieve, di una forza completamente disarmata.
Una serata ad memoriam, un sentiero di meditazione, una sosta in a quiet place.

Il concerto di Pordenone si inserisce nel XIX Festival Internazionale di Musica Sacra – Incontri di Culture Religiose.
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Il Coro del Friuli Venezia Giulia supporta:

Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin ONLUS