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“Estaba La Madre”

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 Torna per il nono anno consecutivo l’appuntamento con l’Emilia Romagna Festival: sarà un’estate all’insegna dei grandi eventi musicali

 Oltre cinquanta appuntamenti tra musica, teatro, cinema e danza per celebrare l’anno europeo della creatività e innovazione. È il cartellone dell’ Emilia Romagna Festival, la kermesse che ormai da parecchi anni porta la musica tra i luoghi più preziosi della tradizione architettonica regionale.
Dal 29 giugno all’11 settembre, Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna ospiteranno i grandi interpreti della musica internazionale ma anche le giovani promesse. Ad inaugurare il Festival, la prima assoluta dè Il Piccolo Principe, alla Rocca Sforzesca di Imola, eseguito per la prima volta in forma di poema musicale da Catherine Spaak. Tra i tanti appuntamenti vale la pena ricordare anche la lirica: il 18 luglio alla Rocca San Casciano di Forlì, il tenore Josè Cura si esibirà con una delle più importanti orchestre italiane, la Filarmonica Arturo Toscanini. Per quanto riguarda la danza, l’etoile Raffaele Paganini, insieme alla Compagnia Nazionale di Roma metterà in scena l’8 luglio a Imola, lo spettacolo “Ho appena 50 anni”. Il festival si chiuderà l’11 settembre a Forlì con l’oratorio Stabat Mater – Estaba la Madre di Luis Bacalov che dirigerà il coro del Friuli Venezia Giulia insieme all’Orchestra dell’Emilia Romagna Festival.

“Estaba La Madre” - Luis Bacalov

Solisti:

  • Anna Malavasi mezzosoprano
  • Silvia Beltrami mezzosoprano
  • Giuseppina Bridelli mezzosoprano
  • Elia Campolo baritono
  • William Corrò baritono
  • Alexey Yakimov basso
  • CARLOS BRANCA regia
  • Libretto di Carlos Sessano, Sergio Bardotti e Luis Bacalov

Direttore:

LUIS BACALOV

Orchestra dell'Emilia Romagna Festival

Coro del Friuli Venezia Giulia

11 settembre 2009, Forlì, Teatro Diego Fabbri

Concerto di Chiusura dell'Emilia Romagna Festival

 Le madri di Bacalov – Con Estaba la Madre il musicista argentino racconta dei desaparecidos.

Luis BacalovNello strazio di Maria ai piedi della Croce è racchiuso il dolore universale per la perdita di un figlio, torturato e ucciso. E l’arte ne ha dato grandi rappresentazioni, da Bach a Gibson. Dalla potente simbologia che Pergolesi espresse nel suo Stabat Mater il compositore Luis Bacalov – vincitore fra l’altro dell’Oscar per Il postino – ha tratto ispirazione per la sua opera in onore delle “madri di Plaza de Majo”, che da Buenos Aires con la loro coraggiosa protesta mostrarono al mondo l’orrore dei “desaparecidos”, eliminati in Argentina dal governo militare di Videla nel 1976. Bacalov, bonearense, visse da vicino quella rivelazione e il dolore di quanti subirono la scomparsa di propri cari, circa 30mila. Estaba la Madre punta a documentare quelle terribili giornate di trent’anni fa.  Il titolo in spagnolo come tutto il testo del libretto scritto da Bacalov con Sessano e Bardotti, emblematizza la figura ricavata dai Vangeli identificandola in quattro madri al centro di altrettante scene, ognuna diversamente colpita negli affetti. Le vediamo dibattersi fra le spire della persecuzione visualizzata nella polizia violenta e in tre cinici generali, mentre il popolo partecipa e commenta come il coro della tragedia greca. L’acme drammatico è nell’impiccagione di una ragazza sindacalista, consegnata alla madre in un clima da Deposizione di Cristo.

Disponibili i downloads:

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