Udine felicemente Traviata dal melodramma di Verdi: 2 mila in piazza per il belcanto

UDINE. Una piazza Duomo gremita (duemila persone plaudenti) per La Traviata conferma che Società Filarmonia giunge felicemente, per la sesta volta consecutiva, alla realizzazione del progetto Il carro di Tespi. Un percorso che, dopo avere intensamente attraversato gli ameni territori dell’ultima grande stagione dell’opera buffa di Rossini e Donizetti, non senza aver compiuto un’altrettanto significativa deviazione verso Cavalleria rusticana , capolavoro unico della breve stagione del Verismo, approda finalmente al grande melodramma romantico di Giuseppe Verdi. Un compositore, Verdi, particolarmente caro ad Alfredo Barchi, anima e mente di un progetto, l’opera lirica nelle piazze friulane (e non solo), certamente destinato a sempre piú coinvolgenti programmi, un compositore che Barchi ha respirato sin dall’infanzia e durante tutto il percorso formativo nei luoghi verdiani per eccellenza, la città di Parma e i suoi dintorni. L’anno 2013, nel quale si celebreranno gli anniversari della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, è quasi alle porte e Società Filarmonia non perde occasione per lasciar intuire quale sarà il futuro percorso del Il carro di Tespi , proponendo il terzo momento della fortunata trilogia popolare di Verdi, il melodramma in tre atti La Traviata , composto su libretto di Francesco Maria Piave a partire dallo scottante e autobiografico – il giovane Dumas si innamorò realmente di una bella cortigiana consumata dalla tisi – tema proposto dal romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio e allestito per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853. Va innanzitutto osservato come la concezione complessiva della drammaturgia verdiana richieda, rispetto alle esigenze del precedente teatro d’opera, un notevole sviluppo delle forze interagenti all’interno della macchina scenica, tanto a livello delle componenti musicali vocali e sinfoniche, quanto nel settore – aspetto nel quale Verdi fu realmente un innovatore e un rivoluzionario – dei diversi incarichi di palcoscenico e delle scelte registiche e scenografiche; in tal senso, l’imponente apparato organizzativo di Filarmonia ha quest’anno realmente dimostrato di avere raggiunto la fase di definitivo collaudo, testimoniato pure dal Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana conquistato per il secondo anno consecutivo, e di aver risolto tutti, se si eccettua qualche dettaglio legato alla tecnologia legata all’amplificazione dei suoni, i complessi problemi legati a una rappresentazione all’aperto. Per il pubblico udinese, la prima de Il carro di Tespi si è trasformata negli anni in una grande festa, occasione di incontro e scambio di opinioni e critiche tra persone di tutte le età e dalla piú diversa preparazione musicale, festa allietata quest’anno dal clima ottimale in una piazza Duomo come non mai gremita e plaudente alcuni tra i personaggi piú amati della storia dell’opera, Violetta Valery, Alfredo Germont e suo padre Giorgio. E certo non è stato facile per Filarmonia, particolarmente nel caso dei due Germont, tenore e baritono, giacché di aspiranti Violette il panorama sembra essere oggi piuttosto vasto, trovare giovani voci disposte a lanciarsi in una lunga ed entusiasmante avventura artistica. La Traviata richiede un’eletta predisposizione vocale, interpretativa e attoriale in tali tre ruoli principali e la scelta operata da Alfredo Barchi, con l’autorevole consulenza del grande tenore Beniamino Prior, sembra essersi rivelata fondamentalmente equilibrata nell’ottica di un teatro-laboratorio per cantanti emergenti. Il tenore coreano naturalizzato australiano Jaewoo Kim, nel ruolo di Alfredo, e il baritono italiano Emilio Marcucci, nel ruolo di Giorgio, incarnano due tipologie vocali rappresentative delle moderne scuole di canto, che prediligono l’estrema cura della tecnica e dell’intelligenza interpretativa al prorompente impatto della pura e istintiva vocalità. Immancabile il granitico rilievo impresso al Coro del Friuli Venezia Giulia dal suo maestro, Cristiano Dell’Oste, mentre le altre parti sono state egregiamente interpretate da Alessia Nadin, alle prese con il non consueto ruolo di Flora Bervoix, da Badì Scarpa (Gastone e Giuseppe), Mirko Quarello (Barone Douphol), Gionata Marton (Marchese d’Obigny), Francesco Milanese (Dottor Grenvil) e dalla friulana Giulia Della Peruta, Annina scenicamente perfetta. L’allestimento ha visto il suo ideale completamento nella regia filologicamente sobria di Giampalo Zennaro, nelle innovative scenografie di Michele Ugo Galliussi, dipinte su tele a partire da realistici messaggi iconografici relativi agli ambienti in cui si svolge la vicenda, nelle ormai classiche coreografie di Nicoleta Iosifescu e nei ricchi costumi di Emmanuela Cossar, ineccepibilmente calati nel gusto ottocentesco.

(Il Messaggero Veneto 10 luglio 2010 – David Giovanni Leonardi)

La Traviata - Arena di Pola