<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA</title>
	<atom:link href="http://www.corofvg.it/?feed=comments-rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.corofvg.it</link>
	<description>Blog della Associazione Coro del Friuli Venezia Giulia: attività, recensioni, articoli e altro...</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Dec 2009 11:07:15 +0100</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Commenti su Presentation (eng) di Nando Patat &#187; Blog Archive &#187; The Shadow of the Earth (L&#8217;Ombra della Terra)</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?page_id=1790#comment-33</link>
		<dc:creator>Nando Patat &#187; Blog Archive &#187; The Shadow of the Earth (L&#8217;Ombra della Terra)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:07:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?page_id=1790#comment-33</guid>
		<description>[...] the stars for you), in the arrangement by Glauco. His piano, the saxophone of Klaus Gesing, and the Choir of Friuli Venezia-Giulia. Lost the perception of Earth, it looked like the sound was coming down from the stars, and I was [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] the stars for you), in the arrangement by Glauco. His piano, the saxophone of Klaus Gesing, and the Choir of Friuli Venezia-Giulia. Lost the perception of Earth, it looked like the sound was coming down from the stars, and I was [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Coro Fvg in trasferta emiliana di Luis Bacalov</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=1853#comment-32</link>
		<dc:creator>Luis Bacalov</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 00:22:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=1853#comment-32</guid>
		<description>[...] Coro Fvg in trasferta emiliana CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA - PeopleRank: 3 - 03-10-2009  ...Luis Bacalov, andato in scena al Teatro Fabbri di Forlì. La collaborazione con il maestro argentino, vincitore di un premio Oscar per la colonna sonora de Il Postino , proseguirà con altri progetti già confermati per la fine del 2009 e il 2010. Dopo...      + vota [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Coro Fvg in trasferta emiliana CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA &#8211; PeopleRank: 3 &#8211; 03-10-2009  &#8230;Luis Bacalov, andato in scena al Teatro Fabbri di Forlì. La collaborazione con il maestro argentino, vincitore di un premio Oscar per la colonna sonora de Il Postino , proseguirà con altri progetti già confermati per la fine del 2009 e il 2010. Dopo&#8230;      + vota [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Music from Sacred Concerts &#8211; S. Teresa di Gallura di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=1309#comment-31</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 11:13:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=1309#comment-31</guid>
		<description>L Orchestra Jazz rende omaggio a Ellington e ai «Sacred concerts»

la Nuova Sardegna — 19 settembre 2009   pagina 36   sezione: NAZIONALE 

di Monica De Murtas   S. TERESA GALLURA. Questa sera alle ore 21 nel chiostro del porto turistico di Santa Teresa Gallura, l’Associazione Blue Note Orchestra, con il contributo della Regione Sardegna, dell’Assessorato al Turismo del Comune di Santa Teresa Gallura e della Fondazione Banco di Sardegna, propone “Sacred Concerts” un nuovo progetto inserito nell’ambito della sesta edizione della rassegna di produzioni originali “JazzOp”.  Il concerto rappresenta un insolito excursus nella musica sacra da parte dell’Orchestra Jazz della Sardegna (OdJS) unica formazione orchestrale stabile operante nell’isola e tra le pochissime in Italia, che festeggia quest’anno i vent’anni di attività. I “Sacred Concerts” sono i tre concerti di musica sacra a cui Duke Ellington lavorò con particolare devozione negli ultimi anni di vita e che rappresentano il suo testamento spirituale. Ellington curò personalmente sia gli arrangiamenti per big band e coro che i testi ispirati in gran parte al Vecchio e al Nuovo Testamento. Si tratta di musiche di straordinaria bellezza, che l’orchestra di Ellington eseguì nelle più importanti chiese e cattedrali, nelle sale da concerto e nelle università di tutto il mondo a partire dal 1965, anno in cui il primo “Sacred Concert” fu rappresentato nella Grace Cathedral di San Francisco.  I “Sacred Concert” oltre al messaggio strettamente connesso a tematiche religiose hanno anche una forte valenza sociale: furono composti infatti in un periodo in cui la lotta degli afroamericani per l’emancipazione e l’uguaglianza aveva già una raggiunto una maggiore consapevolezza politica. La suite Freedom di oltre dieci minuti conclude significativamente l’opera con un forte messaggio di speranza.  L’Orchestra Jazz della Sardegna sarà diretta in questa occasione da Bruno Tommaso contrabbassista e compositore romano, i musicisti saranno affiancati dal Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano dell’Oste. Imponente contraltare vocale ai timbri della big band jazzistica, il coro è una delle realtà musicali più significative del Friuli, con all’attivo decine di produzioni e concerti a livello nazionale ed internazionale ed un vasto repertorio che spazia dalla musica sacra a collaborazioni con jazzisti del calibro di Kenny Wheeler ed Enrico Rava e musicisti come Andrea Bocelli e Tosca.  Sul palco ci sarà anche Marta Raviglia, vincitrice dell’ultima edizione del concorso internazionale “Scrivere in Jazz”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L Orchestra Jazz rende omaggio a Ellington e ai «Sacred concerts»</p>
<p>la Nuova Sardegna — 19 settembre 2009   pagina 36   sezione: NAZIONALE </p>
<p>di Monica De Murtas   S. TERESA GALLURA. Questa sera alle ore 21 nel chiostro del porto turistico di Santa Teresa Gallura, l’Associazione Blue Note Orchestra, con il contributo della Regione Sardegna, dell’Assessorato al Turismo del Comune di Santa Teresa Gallura e della Fondazione Banco di Sardegna, propone “Sacred Concerts” un nuovo progetto inserito nell’ambito della sesta edizione della rassegna di produzioni originali “JazzOp”.  Il concerto rappresenta un insolito excursus nella musica sacra da parte dell’Orchestra Jazz della Sardegna (OdJS) unica formazione orchestrale stabile operante nell’isola e tra le pochissime in Italia, che festeggia quest’anno i vent’anni di attività. I “Sacred Concerts” sono i tre concerti di musica sacra a cui Duke Ellington lavorò con particolare devozione negli ultimi anni di vita e che rappresentano il suo testamento spirituale. Ellington curò personalmente sia gli arrangiamenti per big band e coro che i testi ispirati in gran parte al Vecchio e al Nuovo Testamento. Si tratta di musiche di straordinaria bellezza, che l’orchestra di Ellington eseguì nelle più importanti chiese e cattedrali, nelle sale da concerto e nelle università di tutto il mondo a partire dal 1965, anno in cui il primo “Sacred Concert” fu rappresentato nella Grace Cathedral di San Francisco.  I “Sacred Concert” oltre al messaggio strettamente connesso a tematiche religiose hanno anche una forte valenza sociale: furono composti infatti in un periodo in cui la lotta degli afroamericani per l’emancipazione e l’uguaglianza aveva già una raggiunto una maggiore consapevolezza politica. La suite Freedom di oltre dieci minuti conclude significativamente l’opera con un forte messaggio di speranza.  L’Orchestra Jazz della Sardegna sarà diretta in questa occasione da Bruno Tommaso contrabbassista e compositore romano, i musicisti saranno affiancati dal Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano dell’Oste. Imponente contraltare vocale ai timbri della big band jazzistica, il coro è una delle realtà musicali più significative del Friuli, con all’attivo decine di produzioni e concerti a livello nazionale ed internazionale ed un vasto repertorio che spazia dalla musica sacra a collaborazioni con jazzisti del calibro di Kenny Wheeler ed Enrico Rava e musicisti come Andrea Bocelli e Tosca.  Sul palco ci sarà anche Marta Raviglia, vincitrice dell’ultima edizione del concorso internazionale “Scrivere in Jazz”.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su J.S. Bach &#8211; Passione Secondo Matteo &#8211; Tolmezzo di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=16#comment-30</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 21:32:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=16#comment-30</guid>
		<description>INTRODUZIONE
di don Alessio Geretti

Passione. In una parola si concentra la memoria soave e triste, dolcissima ed
angosciosa di ciò che ebbe inizio tra gli ulivi di un antico giardino, una
memoria che, resa nella Mathäus Passion di Bach monumento di fede e di
bellezza, di contrizione e di speranza, ci domina e ci afferra tutti. Quand&#039;anche
non avessimo il dono della fede, riconosceremmo comunque che tanta
musicale grandezza celebra e confessa quel che Caterina da Siena sospirava in
parole indimenticabili: «Tu, abisso di carità, pare che sii pazzo delle tue creature,
come se tu non potessi vivere senza di loro, mentre tu sei il Dio nostro che non hai
bisogno di noi[…]. Chi ti muove a tanta misericordia? L&#039;amore: non il debito o il
bisogno che tu abbia di noi, poiché noi siamo rei e malvagi debitori». Sacerdote e
teologo che oltrepassa con la musica il velo del Tempio, Bach ci introduce nel
mistero della grande Agonia, che Gesù volle per poter oltrepassare il velo –
talora la muraglia – che ripara e nasconde il cuore nostro.
Da tempo in molti siamo diventati incapaci di passione, di respiro mistico, nel
nostro cammino quotidiano. Siamo stati indotti a pensare che la pulsione
all&#039;autorealizzazione, la quale tutto piega – idee, cose, esseri – alla misura del
proprio benessere, sia in se stessa innocente, naturale, buona. Anzi esaltante.
Esaltati, ora viviamo appesi agli psicofarmaci, non più alla croce.
Un messaggio ci prende alla gola in una sera come questa, ascoltando la
Passione secondo Matteo, a fronte delle enormi crepe che si aprono nelle strutture
del nostro vivere ed abitare. Noi non vogliamo generare organismi
egoisticamente modificati. La battaglia del super-uomo è persa, il sogno di
trasformarci in un grande formicaio superamministrato incomincia ad essere
colto per quel che è: un delirio. E&#039; solo l&#039;inizio, certo. Ma il tempo si fa sempre
più breve. Lo si sente. E ci accorgiamo, a dispetto di tutto, di essere più veri e
più umani nell&#039;abbraccio della compassione per l&#039;altro, e nel ritrovare tra i
ricordi della soffitta della memoria una preghiera rivolta al Signore crocifisso,
mormorata a occhi limpidi come fossimo Marcellino pane e vino.
La forma collettiva della convivenza occidentale è ispirata dal racconto di
Narciso. Battiamoci per i legami che ci fanno umani – Dio e il prossimo –, e
smettiamola di difendere gli adoratori della propria immagine. Riprendiamoci
di slancio la bellezza dei nostri affetti più cari e più sacri. Volgiamo lo sguardo
sull&#039;Uomo abbandonato e appeso – è il Figlio di Dio –, che non volle cedere a
nessun mercanteggiamento del sacrificio dell&#039;altro per amore di sé: né per
ragioni &quot;politiche&quot;, né per ragioni &quot;religiose&quot;. E consideriamo che cosa già
fiorisce nel Seme gettato e martoriato. Pietro. La Veronica. Il Cireneo. Il
Centurione. Il Ladro, persino. Distanti com&#039;erano, in quel passaggio si sono
riconosciuti fratelli oltre ogni immaginazione: che effetto fa stare ai piedi di
quella Croce!
Nella storia dell&#039;uomo, in mille modi vendiamo l&#039;anima. Lo facciamo
nell&#039;illusione – patetica e un po&#039; vile – di sopravvivere meglio. Lo facciamo
svuotando la mente delle generazioni che vengono, catturando i loro occhi
perché non si guardino dentro, infilando mille congegni nelle loro orecchie,
perché rimangano sordi.
Così noi lo anticipiamo e lo agevoliamo in mille modi, il lavoro sporco della
morte. Quello che non si limita a spegnerti il corpo. Quello che ti soffoca di
giorno in giorno anche l&#039;ultima scintilla dell&#039;anima. Quello che ti vuole
convincere dell&#039;inutilità delle migliori passioni della vita: la fede, la speranza,
l&#039;amore.
Paolo di Tarso, che ha detto &quot;se Cristo non è risorto, la nostra fede è vana&quot;, la chiama
&quot;l&#039;ultimo nemico&quot;, la morte. Certo, bisogna aver molto amato la vita di qualcun
altro, per patire fino in fondo l&#039;ostilità, l&#039;inimicizia della morte. Questo
patimento non va avvilito, confondendolo con il timore biologico della propria
estinzione: come accettare di stendere semplicemente una mano di nero sugli
incanti e sui sogni che la nascita di un essere umano forma e riforma
incessantemente, soltanto perché il suo corpo è fragile, vulnerabile, mortale?
Un essere umano con la schiena dritta non cede su questa passione dell&#039;amore
che dà la vita. L&#039;ultima maceria, fra noi e la speranza, era l&#039;enorme pietra che fu
spazzata via dal sepolcro di Cristo. Bach vuole impressionarci con il racconto di
come si arrivò a quella pietra e di come tutta l&#039;umanità abbia contribuito a
piazzarla sul corpo morto di Cristo. Bach porta fino a noi, senza cambiarne una
virgola, il testo antico e l&#039;emozione perenne del giorno in cui si impiantò nella
storia la certezza della sconfitta totale dell&#039;ultimo nemico. All&#039;ultimo, infatti,
neppure il corpo si potrà tenere, la morte.
Per questo, quella Passione, con i cori del mondo intero, la cantano anche le
voci lievi dei bambini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>INTRODUZIONE<br />
di don Alessio Geretti</p>
<p>Passione. In una parola si concentra la memoria soave e triste, dolcissima ed<br />
angosciosa di ciò che ebbe inizio tra gli ulivi di un antico giardino, una<br />
memoria che, resa nella Mathäus Passion di Bach monumento di fede e di<br />
bellezza, di contrizione e di speranza, ci domina e ci afferra tutti. Quand&#8217;anche<br />
non avessimo il dono della fede, riconosceremmo comunque che tanta<br />
musicale grandezza celebra e confessa quel che Caterina da Siena sospirava in<br />
parole indimenticabili: «Tu, abisso di carità, pare che sii pazzo delle tue creature,<br />
come se tu non potessi vivere senza di loro, mentre tu sei il Dio nostro che non hai<br />
bisogno di noi[…]. Chi ti muove a tanta misericordia? L&#8217;amore: non il debito o il<br />
bisogno che tu abbia di noi, poiché noi siamo rei e malvagi debitori». Sacerdote e<br />
teologo che oltrepassa con la musica il velo del Tempio, Bach ci introduce nel<br />
mistero della grande Agonia, che Gesù volle per poter oltrepassare il velo –<br />
talora la muraglia – che ripara e nasconde il cuore nostro.<br />
Da tempo in molti siamo diventati incapaci di passione, di respiro mistico, nel<br />
nostro cammino quotidiano. Siamo stati indotti a pensare che la pulsione<br />
all&#8217;autorealizzazione, la quale tutto piega – idee, cose, esseri – alla misura del<br />
proprio benessere, sia in se stessa innocente, naturale, buona. Anzi esaltante.<br />
Esaltati, ora viviamo appesi agli psicofarmaci, non più alla croce.<br />
Un messaggio ci prende alla gola in una sera come questa, ascoltando la<br />
Passione secondo Matteo, a fronte delle enormi crepe che si aprono nelle strutture<br />
del nostro vivere ed abitare. Noi non vogliamo generare organismi<br />
egoisticamente modificati. La battaglia del super-uomo è persa, il sogno di<br />
trasformarci in un grande formicaio superamministrato incomincia ad essere<br />
colto per quel che è: un delirio. E&#8217; solo l&#8217;inizio, certo. Ma il tempo si fa sempre<br />
più breve. Lo si sente. E ci accorgiamo, a dispetto di tutto, di essere più veri e<br />
più umani nell&#8217;abbraccio della compassione per l&#8217;altro, e nel ritrovare tra i<br />
ricordi della soffitta della memoria una preghiera rivolta al Signore crocifisso,<br />
mormorata a occhi limpidi come fossimo Marcellino pane e vino.<br />
La forma collettiva della convivenza occidentale è ispirata dal racconto di<br />
Narciso. Battiamoci per i legami che ci fanno umani – Dio e il prossimo –, e<br />
smettiamola di difendere gli adoratori della propria immagine. Riprendiamoci<br />
di slancio la bellezza dei nostri affetti più cari e più sacri. Volgiamo lo sguardo<br />
sull&#8217;Uomo abbandonato e appeso – è il Figlio di Dio –, che non volle cedere a<br />
nessun mercanteggiamento del sacrificio dell&#8217;altro per amore di sé: né per<br />
ragioni &#8220;politiche&#8221;, né per ragioni &#8220;religiose&#8221;. E consideriamo che cosa già<br />
fiorisce nel Seme gettato e martoriato. Pietro. La Veronica. Il Cireneo. Il<br />
Centurione. Il Ladro, persino. Distanti com&#8217;erano, in quel passaggio si sono<br />
riconosciuti fratelli oltre ogni immaginazione: che effetto fa stare ai piedi di<br />
quella Croce!<br />
Nella storia dell&#8217;uomo, in mille modi vendiamo l&#8217;anima. Lo facciamo<br />
nell&#8217;illusione – patetica e un po&#8217; vile – di sopravvivere meglio. Lo facciamo<br />
svuotando la mente delle generazioni che vengono, catturando i loro occhi<br />
perché non si guardino dentro, infilando mille congegni nelle loro orecchie,<br />
perché rimangano sordi.<br />
Così noi lo anticipiamo e lo agevoliamo in mille modi, il lavoro sporco della<br />
morte. Quello che non si limita a spegnerti il corpo. Quello che ti soffoca di<br />
giorno in giorno anche l&#8217;ultima scintilla dell&#8217;anima. Quello che ti vuole<br />
convincere dell&#8217;inutilità delle migliori passioni della vita: la fede, la speranza,<br />
l&#8217;amore.<br />
Paolo di Tarso, che ha detto &#8220;se Cristo non è risorto, la nostra fede è vana&#8221;, la chiama<br />
&#8220;l&#8217;ultimo nemico&#8221;, la morte. Certo, bisogna aver molto amato la vita di qualcun<br />
altro, per patire fino in fondo l&#8217;ostilità, l&#8217;inimicizia della morte. Questo<br />
patimento non va avvilito, confondendolo con il timore biologico della propria<br />
estinzione: come accettare di stendere semplicemente una mano di nero sugli<br />
incanti e sui sogni che la nascita di un essere umano forma e riforma<br />
incessantemente, soltanto perché il suo corpo è fragile, vulnerabile, mortale?<br />
Un essere umano con la schiena dritta non cede su questa passione dell&#8217;amore<br />
che dà la vita. L&#8217;ultima maceria, fra noi e la speranza, era l&#8217;enorme pietra che fu<br />
spazzata via dal sepolcro di Cristo. Bach vuole impressionarci con il racconto di<br />
come si arrivò a quella pietra e di come tutta l&#8217;umanità abbia contribuito a<br />
piazzarla sul corpo morto di Cristo. Bach porta fino a noi, senza cambiarne una<br />
virgola, il testo antico e l&#8217;emozione perenne del giorno in cui si impiantò nella<br />
storia la certezza della sconfitta totale dell&#8217;ultimo nemico. All&#8217;ultimo, infatti,<br />
neppure il corpo si potrà tenere, la morte.<br />
Per questo, quella Passione, con i cori del mondo intero, la cantano anche le<br />
voci lievi dei bambini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Don Pasquale &#8211; Carro di Tespi 2009 di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=182#comment-29</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:33:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=182#comment-29</guid>
		<description>Don Pasquale – ha rinfrescato l&#039;offerta culturale dell&#039;estate.

… una fortunata concomitanza ha fatto sì che nella modesta offerta del programma estivo organizzato dalla Direzione dei Concerti si e’ trovata la tournée dei musicisti di Udine uniti nella rappresentazione dell’opera comica “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti.
Si tratta dell’Orchestra della Società Filarmonica, del Coro del FVG e del FVG  New Space Balle Company, gruppi relativamente giovani fondati nel 1994 e 2004, ma gia affermati sul territorio “di casa”. Spiritus movens principale e’ il Maestro Alfredo Barchi che ha fondato Orchestra con il proposito (come scritto del programma di sala ) di “promuovere la cultura musicale e concerti di alto profilo artistico”.
Basando i propri progetti operistici su un chiaro concetto e sulla qualità degli interpreti  a sua disposizione ha promosso il progetto “Opera in piazza” realizzano fino ad ora interessanti produzioni in particolare di opere di Rossini e Donizetti nelle piazze del FVG. Volendo allargare la loro presenza, non solo fuori della Regione ma fuori dall’Italia ai paesi limitrofi sono arrivati fino alle Serate estive zagabresi con il Don Pasquale di Donizetti. [...]
Lo spettacolo si è dimostrato di ottima qualità. Non bisogna dimenticare che il Don Pasquale è un’opera comica molto difficile, e non solo per quanto riguarda le voci bensì necessita di un buon coordinamento dell’orchestra con il coro e le parti dei solisti. In questo capolavoro di Donizetti c’e’ qualcosa del brio musicale di Rossini il quale sottintende una 
musicalità fine, precisa e flessibile, affinché il quadro del suono sia leggero e elegante. Senza un’orchestra di qualità e’ impossibile raggiungerlo e perciò la preoccupazione principale del Maestro Barchi era quella di  ottenere un suono pulito e chiaro. Tutto il resto era come un ornamento a questo tessuto filigranato e preciso dell’orchestra che si univa assieme in un’unità chiara e completa.

Più proseguiva l’andare dell’opera più la sua qualità era visibile. Bisogna sottolineare l’ottimo coro, naturalmente anche i solisti, anche se non ben bilanciati. Dei quattro personaggi principali mi sono piaciuti di più Eugenio Leggiadri Galloni (Don Pasquale) e Massimiliano Fichera (Dottor Malatesta). L’interprete del ruolo principale Leggiadri ha dimostrato qualità vocali non indifferenti visibili in numerosi dettagli che testimoniavano della sua padronanza del repertorio del basso nell’opera buffa. Il Don Pasquale in questo repertorio e’ sicuramente uno degli esempi più brillanti e più esigenti.
In breve con soluzioni visive piacevoli (regista F.B., coreografa N.I, scenografo MUG e costumista E.C) e con l’interpretazione musicale diretta da un Maestro che non solo sa cosa vuole, ma ha soprattutto la capacità e l’energia per realizzarlo, questa produzione ha dato una ventata di freschezza all’offerta culturale dell’estate zagabrese.
Che vorremmo rivedere a Zagabria i musicisti di Udine è superfluo dirlo!

&lt;em&gt;(Novi List - 10 Luglio 2009 - Bosiljka Perić Kempf)&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Don Pasquale – ha rinfrescato l&#8217;offerta culturale dell&#8217;estate.</p>
<p>… una fortunata concomitanza ha fatto sì che nella modesta offerta del programma estivo organizzato dalla Direzione dei Concerti si e’ trovata la tournée dei musicisti di Udine uniti nella rappresentazione dell’opera comica “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti.<br />
Si tratta dell’Orchestra della Società Filarmonica, del Coro del FVG e del FVG  New Space Balle Company, gruppi relativamente giovani fondati nel 1994 e 2004, ma gia affermati sul territorio “di casa”. Spiritus movens principale e’ il Maestro Alfredo Barchi che ha fondato Orchestra con il proposito (come scritto del programma di sala ) di “promuovere la cultura musicale e concerti di alto profilo artistico”.<br />
Basando i propri progetti operistici su un chiaro concetto e sulla qualità degli interpreti  a sua disposizione ha promosso il progetto “Opera in piazza” realizzano fino ad ora interessanti produzioni in particolare di opere di Rossini e Donizetti nelle piazze del FVG. Volendo allargare la loro presenza, non solo fuori della Regione ma fuori dall’Italia ai paesi limitrofi sono arrivati fino alle Serate estive zagabresi con il Don Pasquale di Donizetti. [...]<br />
Lo spettacolo si è dimostrato di ottima qualità. Non bisogna dimenticare che il Don Pasquale è un’opera comica molto difficile, e non solo per quanto riguarda le voci bensì necessita di un buon coordinamento dell’orchestra con il coro e le parti dei solisti. In questo capolavoro di Donizetti c’e’ qualcosa del brio musicale di Rossini il quale sottintende una<br />
musicalità fine, precisa e flessibile, affinché il quadro del suono sia leggero e elegante. Senza un’orchestra di qualità e’ impossibile raggiungerlo e perciò la preoccupazione principale del Maestro Barchi era quella di  ottenere un suono pulito e chiaro. Tutto il resto era come un ornamento a questo tessuto filigranato e preciso dell’orchestra che si univa assieme in un’unità chiara e completa.</p>
<p>Più proseguiva l’andare dell’opera più la sua qualità era visibile. Bisogna sottolineare l’ottimo coro, naturalmente anche i solisti, anche se non ben bilanciati. Dei quattro personaggi principali mi sono piaciuti di più Eugenio Leggiadri Galloni (Don Pasquale) e Massimiliano Fichera (Dottor Malatesta). L’interprete del ruolo principale Leggiadri ha dimostrato qualità vocali non indifferenti visibili in numerosi dettagli che testimoniavano della sua padronanza del repertorio del basso nell’opera buffa. Il Don Pasquale in questo repertorio e’ sicuramente uno degli esempi più brillanti e più esigenti.<br />
In breve con soluzioni visive piacevoli (regista F.B., coreografa N.I, scenografo MUG e costumista E.C) e con l’interpretazione musicale diretta da un Maestro che non solo sa cosa vuole, ma ha soprattutto la capacità e l’energia per realizzarlo, questa produzione ha dato una ventata di freschezza all’offerta culturale dell’estate zagabrese.<br />
Che vorremmo rivedere a Zagabria i musicisti di Udine è superfluo dirlo!</p>
<p><em>(Novi List &#8211; 10 Luglio 2009 &#8211; Bosiljka Perić Kempf)</em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Don Pasquale &#8211; Carro di Tespi 2009 di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=182#comment-28</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 22:32:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=182#comment-28</guid>
		<description>&quot;Don Pasquale&quot; l&#039;elegante opera buffa in piazza      

Dopo la tappa a Zagabria che ha raccolto notevoli successi e apprezzamenti anche dalla stampa croata il carrozzone del Don pasquale è approdato a Pordenone, in piazza XX Settembre in una mite serata di inizio estate. L&#039;evento era atteso dalla cittadinanza anche perché la performance canora era stata spostata da venerdì sera, data originaria in cui doveva esibirsi lo staff di Filarmonia, al giorno dopo, sabato, per garantire un clima ottimale in cui godere dell&#039;opera donizzettiana e per ovviare alle mutevoli bizze delle nostre consuete e instabili estati friulane.
      L&#039;opera è stata subito apprezzata dal momento è apparsa evidente e coerente tutta la rappresentazione scenica e canora che ha presentato punti di continuità fra tutti gli elementi in scena: a partire dalle scenografie, azzeccate e particolarmente eleganti, proseguendo con i costumi che non intralciavano assolutamente lo scorrere dell&#039;opera buffa pur essendo molto accurati e ricercati, quasi fastosi per i protagonisti principali, e che sottolineavano l&#039;accuratezza e lo studio dei particolari che sta dietro alla messa in scena di un&#039;opera donizzettiana (è noto come Donizetti fosse attento a tutti i particolari delle performance canore che meteva in scena e dunque è decisamente apprezzabile questo rigore filologico seguito dallo staff di Filarmonia) fino a giungere alla splendida voce di Norina, una Daniela Degennaro che ha dato il meglio di sé come ne nelle relativamente poche repliche precedenti avesse scaldato la voce per sbocciare in questa serata pordenonese e in cui è stata caldamente apprezzata dal pubblico. Piacevole anche il notaro, Badì Scarpa che ha manifestato, oltre a buone capacità vocali, anche una divertente e coerente presenza scenica adatta al ruolo che gli era stato assegnato e cioè quello di intermediario e piacevolmente goffo funzionario che deve trascrivere il matrimonio che sarà la rovina del vecchio don Pasquale. L&#039;orchestra di Filarmonia, diretta da un entusiasta e coinvolgente Alfredo Barchi ha fatto da buon contrappunto alle qualità canore dei cantanti e del coro esaltando le singole componenti della performance canora e riuscendo a non sovrapporsi mai in maniera invadente o esagerata ma anzi facendo scorrere piacevolmente il tempo dell&#039;opera buffa, divisa in tre atti, e comunicando spensieratezza e buon umore. Stessa abilità hanno avuto i ballerini del Fvg Ballet Company coinvolti nella performance che hanno costituito un piacevole divertissement per lo sguardo con le loro movenze aggraziate e di buona tenuta muscolare. Caldi e sinceri gli applausi finali.

(Il Gazzettino - 13 Luglio 2009)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Don Pasquale&#8221; l&#8217;elegante opera buffa in piazza      </p>
<p>Dopo la tappa a Zagabria che ha raccolto notevoli successi e apprezzamenti anche dalla stampa croata il carrozzone del Don pasquale è approdato a Pordenone, in piazza XX Settembre in una mite serata di inizio estate. L&#8217;evento era atteso dalla cittadinanza anche perché la performance canora era stata spostata da venerdì sera, data originaria in cui doveva esibirsi lo staff di Filarmonia, al giorno dopo, sabato, per garantire un clima ottimale in cui godere dell&#8217;opera donizzettiana e per ovviare alle mutevoli bizze delle nostre consuete e instabili estati friulane.<br />
      L&#8217;opera è stata subito apprezzata dal momento è apparsa evidente e coerente tutta la rappresentazione scenica e canora che ha presentato punti di continuità fra tutti gli elementi in scena: a partire dalle scenografie, azzeccate e particolarmente eleganti, proseguendo con i costumi che non intralciavano assolutamente lo scorrere dell&#8217;opera buffa pur essendo molto accurati e ricercati, quasi fastosi per i protagonisti principali, e che sottolineavano l&#8217;accuratezza e lo studio dei particolari che sta dietro alla messa in scena di un&#8217;opera donizzettiana (è noto come Donizetti fosse attento a tutti i particolari delle performance canore che meteva in scena e dunque è decisamente apprezzabile questo rigore filologico seguito dallo staff di Filarmonia) fino a giungere alla splendida voce di Norina, una Daniela Degennaro che ha dato il meglio di sé come ne nelle relativamente poche repliche precedenti avesse scaldato la voce per sbocciare in questa serata pordenonese e in cui è stata caldamente apprezzata dal pubblico. Piacevole anche il notaro, Badì Scarpa che ha manifestato, oltre a buone capacità vocali, anche una divertente e coerente presenza scenica adatta al ruolo che gli era stato assegnato e cioè quello di intermediario e piacevolmente goffo funzionario che deve trascrivere il matrimonio che sarà la rovina del vecchio don Pasquale. L&#8217;orchestra di Filarmonia, diretta da un entusiasta e coinvolgente Alfredo Barchi ha fatto da buon contrappunto alle qualità canore dei cantanti e del coro esaltando le singole componenti della performance canora e riuscendo a non sovrapporsi mai in maniera invadente o esagerata ma anzi facendo scorrere piacevolmente il tempo dell&#8217;opera buffa, divisa in tre atti, e comunicando spensieratezza e buon umore. Stessa abilità hanno avuto i ballerini del Fvg Ballet Company coinvolti nella performance che hanno costituito un piacevole divertissement per lo sguardo con le loro movenze aggraziate e di buona tenuta muscolare. Caldi e sinceri gli applausi finali.</p>
<p>(Il Gazzettino &#8211; 13 Luglio 2009)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Don Pasquale &#8211; Carro di Tespi 2009 di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=182#comment-27</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 06:14:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=182#comment-27</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Don Pasquale e Norina, seduzioni e divertimento di classe&lt;/strong&gt;

[...] L’Orchestra di Filarmonia, ben diretta dall’espressivo gesto di Barchi, riesce sempre, a parte qualche smagliatura iniziale dell’intonazione, a interloquire con efficacia e misura con i protagonisti, mentre il Coro del Fvg, perfettamente istruito da Fabiana Noro, si rivela come sempre di ottimo livello. Belli i costumi di Emmanuela Cossar e la scenografia di Michele Galliussi, bravi i ballerini del Fvg Ballet Company. Uno spettacolo di estrema gradevolezza, quindi, che merita ai protagonisti tutti i prolungati e sinceri applausi del pubblico friulano.

&lt;em&gt;(Messaggero Veneto — 04 luglio 2009 - Sergio Zolli)&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Don Pasquale e Norina, seduzioni e divertimento di classe</strong></p>
<p>[...] L’Orchestra di Filarmonia, ben diretta dall’espressivo gesto di Barchi, riesce sempre, a parte qualche smagliatura iniziale dell’intonazione, a interloquire con efficacia e misura con i protagonisti, mentre il Coro del Fvg, perfettamente istruito da Fabiana Noro, si rivela come sempre di ottimo livello. Belli i costumi di Emmanuela Cossar e la scenografia di Michele Galliussi, bravi i ballerini del Fvg Ballet Company. Uno spettacolo di estrema gradevolezza, quindi, che merita ai protagonisti tutti i prolungati e sinceri applausi del pubblico friulano.</p>
<p><em>(Messaggero Veneto — 04 luglio 2009 &#8211; Sergio Zolli)</em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su A quiet place di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=1110#comment-26</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:11:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=1110#comment-26</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Poesia e musica per costruire la pace&lt;/strong&gt;

 [...] Le musiche cantate sono un florilegio, oltre al già citato Miserere di Allegri, formato dall’ Ave Maria di Verdi, Hymn to the Virgin di Britten, O Sacrum Convivium di Olivier Messiaen, l’ Agnus Dei di Barber, O nata lux di Lauridsen, fino a Freedom di Ellington, splendidamente contrappuntato dal sax soprano di Nevio Zaninotto. Il coro di dell’Oste regala agli ascoltatori un’esecuzione di incredibile intensità espressiva che commuove e rapisce grazie ad un impasto vocale di rara bellezza. [...]

&lt;em&gt;(Sergio Zolli, Il Messaggero Veneto, 03 febbraio 2009)&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Poesia e musica per costruire la pace</strong></p>
<p> [...] Le musiche cantate sono un florilegio, oltre al già citato Miserere di Allegri, formato dall’ Ave Maria di Verdi, Hymn to the Virgin di Britten, O Sacrum Convivium di Olivier Messiaen, l’ Agnus Dei di Barber, O nata lux di Lauridsen, fino a Freedom di Ellington, splendidamente contrappuntato dal sax soprano di Nevio Zaninotto. Il coro di dell’Oste regala agli ascoltatori un’esecuzione di incredibile intensità espressiva che commuove e rapisce grazie ad un impasto vocale di rara bellezza. [...]</p>
<p><em>(Sergio Zolli, Il Messaggero Veneto, 03 febbraio 2009)</em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Carmina Burana di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=503#comment-25</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:09:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=503#comment-25</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Ricreata al meglio la taberna di Orff&lt;/strong&gt;

[...] Più di cento coristi, guidati dalla bacchetta del maestro del Coro del Friuli Venezia Giulia Cristiano dell&#039;Oste, hanno interpretato alcuni dei canti profani pubblicati per la prima volta nel 1847 dallo studioso Schmeller e musicati da Carl Orff nel 1937, con un&#039;espressività che ha confermato, ancora una volta, il valore di quella compagine che rappresenta l&#039;arte corale della nostra regione in tutta Europa.

&lt;em&gt;(Francesca Gambini, UdineTeatro, n.4 dicembre 2007)&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricreata al meglio la taberna di Orff</strong></p>
<p>[...] Più di cento coristi, guidati dalla bacchetta del maestro del Coro del Friuli Venezia Giulia Cristiano dell&#8217;Oste, hanno interpretato alcuni dei canti profani pubblicati per la prima volta nel 1847 dallo studioso Schmeller e musicati da Carl Orff nel 1937, con un&#8217;espressività che ha confermato, ancora una volta, il valore di quella compagine che rappresenta l&#8217;arte corale della nostra regione in tutta Europa.</p>
<p><em>(Francesca Gambini, UdineTeatro, n.4 dicembre 2007)</em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su J.S.Bach &#8211; Messa in si minore &#8211; Maria Saal di admin</title>
		<link>http://www.corofvg.it/?p=169#comment-22</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 23:12:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corofvg.it/?p=169#comment-22</guid>
		<description>Il Sanctus splende fino in cielo.

Con la sua opera preferita Ernest Hötzl ha festeggiato il suo 50° Compleanno: il direttore artistico del Musikverein, ha diretto nella cattedrale di Maria Saal la Messa in si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach.
E ciò che Hötzl aveva a cuore, si è notato in ogni fase della sua direzione sempre animata: egli ha assaporato le coinvolgenti arie e duetti, ha costruito numerose sfaccettature e colori di coro e orchestra e ha creato enormi coinvolgimenti sonori, come quasi a spingersi nel cielo nel Sanctus o nel finale Dona nobis pacem. Segue i suoi gesti il Coro del Friuli Venezia Giulia, che raggiunge straordinariamente i brani a quattro e cinque voci, il doppio coro a otto voci come anche la difficile fuga corale [...]


(Helmut Christian, Kleine Zeitung, 08 giugno 2009)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sanctus splende fino in cielo.</p>
<p>Con la sua opera preferita Ernest Hötzl ha festeggiato il suo 50° Compleanno: il direttore artistico del Musikverein, ha diretto nella cattedrale di Maria Saal la Messa in si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach.<br />
E ciò che Hötzl aveva a cuore, si è notato in ogni fase della sua direzione sempre animata: egli ha assaporato le coinvolgenti arie e duetti, ha costruito numerose sfaccettature e colori di coro e orchestra e ha creato enormi coinvolgimenti sonori, come quasi a spingersi nel cielo nel Sanctus o nel finale Dona nobis pacem. Segue i suoi gesti il Coro del Friuli Venezia Giulia, che raggiunge straordinariamente i brani a quattro e cinque voci, il doppio coro a otto voci come anche la difficile fuga corale [...]</p>
<p>(Helmut Christian, Kleine Zeitung, 08 giugno 2009)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
