Il Coro FVG al Teatro Comunale di Monfalcone

VENERDÌ 15 FEBBRAIO 2013 ORE 20.45

Coro del Friuli Venezia Giulia

Walter Themel

Direttore

Matteo Andri, Ferdinando Mussutto
pianoforte a quattro mani
Paola Crema, Mara Corazza, Anna Mindotti, Claudio Zinutti, Giorgio de Fornasari 
voci soliste

Robert Schumann (1810 – 1856)

Drei Gedicthe op. 29 

per coro misto e pianoforte
Drei Lieder op. 114
per coro femminile a tre voci e pianoforte
Beim Abschied zu singen op. 84
per coro misto e pianoforte

Paul Hindemith (1895 – 1963)

Six Chansons 
(da Rainer Maria Rilke)

Francis Poulenc (1899 – 1963)

Un soir de neige (Cantate profane)


Johannes Brahms (1833 – 1897)

Liebeslieder Walzer op. 52 
per coro e pianoforte a quattro mani
Dem dunkeln Schoss der heiligen Erde WoO 20

 

 

Il Coro del Friuli Venezia Giulia – che il Teatro di Monfalcone è lieto di ospitare per la prima volta – è nato nel 2001 e si è affermato come una delle realtà artistiche più importanti della Regione, con un’intensa attività in Italia e in Europa e collaborazioni e presenze prestigiose.
Il programma del concerto, diretto da Walter Themel, vede anche la partecipazione dei pianisti Matteo Andri e Ferdinando Mussutto ed ha due punti di equilibrio: la tradizione della coralità romantica tedesca e la sua derivazione dal Lied nella musica di Schumann e Brahms.
Una costellazione che vide i due compositori entrambi impegnati, anche come direttori di cori, in questo repertorio e che è sottolineata dalla pagina finale, il raro, edito solo nel 1927, Dem dunkeln Schoss der heiligen Erde, su testo di Schiller, che amici di Brahms pensavano di poter utilizzare – ma l’autore non fu d’accordo – per la cerimonia dell’inaugurazione del monumento a Schumann a Bonn nel 1880.
L’altro punto di equilibrio è quello del rapporto fra musica e poesia nel Novecento, con le Six Chansons sui testi (in francese) di Rainer Maria Rilke che Hindemith scrisse in Svizzera dopo l’esilio, nel 1939 (nello stesso cantone in cui anche Rilke era stato), e con Un soir de neige, la piccola cantata da camera che Poulenc scrisse sui versi di Paul Eluard nel Natale del 1944.

DON GIOVANNI – Bianco&Nero

DON GIOVANNI

L’opera “Don Giovanni ossia il dissoluto punito” di W. A. Mozart

con FVG Mitteleuropa Orchestra e Coro del Friuli Venezia Giulia

Direttore Orchestra: Maestro Filippo Maria Bressan

UDINE, Teatro Nuovo Giovanni Da Udine

VENERDÌ 7 SETTEMBRE 2012 – inizio ore 21:00

 La produzione dell’Opera è del Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia,
che ha l’orgoglio di avere tutti musicisti e cantanti regionali.

Mise en Space di Gabriele Ribis.

 

NOTA DI REGIA A CURA DI GABRIELE RIBIS

Don Giovanni rappresenta senz’altro il mito del seduttore per eccellenza. Ciononostante, sin dalla prima apparizione di questo personaggio nella commedia El burlador de Sevilla y convidado de piedra (L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra) dello spagnolo Tirso da Molina, il fulcro della storia si concentra sullo spregiudicato libertinaggio del protagonista, sulla sua ferma volontà di non sottoporsi a qualunque tipo di regola. Non è un caso, quindi, che nel libretto che Lorenzo Da Ponte scrisse per Wolfgang Amadeus Mozart, Don Giovanni non porti a compimento nemmeno una delle 2065 conquiste enumerate nella celebre aria del catalogo snocciolato dal fido servitore Leporello.

Qual è dunque la scena centrale dell’opera mozartiana? Certamente quella della cena con la statua del Commendatore, la cui musica il compositore utilizza anche nell’Ouverture in apertura d’opera. Lo scontro fra il bene ed il male (da qui il sottotitolo del libretto dapontiano Il dissoluto punito) si concretizza in questa scena in cui Don Giovanni preferisce sprofondare nell’Inferno piuttosto che pentirsi delle sue malefatte. Una scena a cui si giunge attraverso un susseguirsi di episodi che dalle tenebre più profonde (come la prima scena con l’omicidio del Commendatore o quella del cimitero) passano ad una luminosità festosa (come il matrimonio di Zerlina e Masetto o il ballo finale del primo atto).

Per questo motivo l’allestimento è basato sul contrasto bianco/nero richiamandosi vagamente alle silhouettes settecentesche. Gli stessi personaggi raccontano, con il medesimo contrasto cromatico, il loro ruolo all’interno del dramma (il nero di Don Ottavio e Donna Anna in lutto per la morte del padre e il bianco di Zerlina e Masetto nel giorno delle loro nozze). Joseph Losey dimostrò in maniera mirabile nella sua versione cinematografica del 1979 quanto affascinante, nonostante la genesi iberica, potesse essere un’ambientazione palladiana della vicenda.

Partendo da questo spunto si è ritenuto che il Friuli non fosse privo di suggestioni paesaggistiche ed architettoniche in grado di fornire un’elegante ambientazione alla storia di Don Giovanni. Un’evocazione ricostruita proprio grazie alle immagini che, più che dirli, suggeriscano allo spettatore i vari luoghi della vicenda. La scena che abbraccia l’orchestra per una fusione completa fra azione e musica, e per esaltare la straordinaria efficacia drammaturgica del teatro musicale mozartiano.

 

BIGLIETTI:

prezzi da € 10,00 a € 30,00 + diritti di prevendita
disponibili nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion.