Il Papa a Nord Est

Un progetto di: Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Coro del Friuli Venezia Giulia


Ubi Caritas

Accoglienza musicale al Santo Padre Benedetto XVI in visita ad Aquileia


Sabato 7 maggio 2011, ore 16.45
Piazza Capitolo – Basilica di Aquileia

Maurice Duruflé (1902-1986)

Ubi caritas

da Quatre motets sur des thèmes gregoriens, op. 10

Coro Del Friuli Venezia Giulia
Direttore: Cristiano Dell’Oste

 

Il Congregavit – questo è il nome originario con cui indicare il ritmo paoliniano – fu composto per il Sinodo di Cividale del 796 da san Paolino di Aquileia († 802), patriarca, teologo, poeta e musicista, posto alla sede aquileiese da Carlo Magno. Negli atti del Sinodo si può individuare il momento privilegiato pensato per il canto di Ubi caritas (che con ogni probabilità è stato ripetuto ogni giorno nelle celebrazioni sinodali): in apertura del concilio, celebrata la Messa fino alla lettura del vangelo, il resoconto indica che si cantarono inni spirituali, prima dell’ingresso solenne dei vescovi, nel silenzio generale.

Paolino vive in un’epoca che sembra non conoscere ancora la scrittura musicale diastematica, ma solamente una scrittura neumatica di aiuto alla memoria nell’indicare l’andamento melodico con cui un determinato testo andava cantato. I componimenti musicali di Paolino sono stati dunque consegnati anzitutto dalla tradizione orale, con successiva trascrizione a partire dall’XI secolo. La più antica attestazione musicale nota di Congregavit si incontra nel Messale 606 della Biblioteca Capitolare di Lucca, dell’XI secolo; il testo presenta la consueta scrittura carolina, mentre la notazione mostra evidenti tratti beneventani. Presso l’Abbazia di Montecassino, attorno al XI secolo, è attestato che questo inno di Paolino sia entrato nell’uso liturgico per la Lotio pedum, la lavanda dei piedi del Giovedì Santo, così come ancora oggi prevede il Missale del rito romano. L’inno era peraltro entrato nel messale di Aimone di Faversham – ministro generale dei francescani dal 1240 al 1244 – e, attraverso la grande diffusione dei libri francescani, si impone e permane stabilmente nella tradizione romana: quasi tutti i Graduali dal XIII secolo in poi lo registrano, con notazione.

La versione dell’inno proposta al Santo Padre Benedetto XVI al suo arrivo sul palco esterno presso la Basilica di Aquileia, il prossimo 7 maggio 2011, riprende l’intonazione dell’antico componimento di Paolino e poi si dispiega nel mottetto a sei voci composto nel 1960 dal musicista francese Maurice Duruflé. Organista a St. Etienne-du-Mont a Parigi, Duruflé dimostrò un talento particolare nel reinterpretare l’antico canto gregoriano in nuove forme polifoniche che mantenessero un grande afflato meditativo, di preghiera. Il testo dell’inno per il quale Duruflé rielabora la melodia paoliniana è particolarmente significativo per l’accoglienza del Santo Padre in Friuli in occasione del cammino verso il secondo Convegno di Aquileia delle quindici Chiese del Nordest (13-15 aprile 2012), di cui tale visita costituirà una fondamentale tappa di preparazione. Il testo dice:

Ubi caritas est vera, Deus ibi est.

Congregavit nos in unum Christi amor. Exultemus, et in ipso jucundemur.

Timeamu, et amemus Deum vivum. Et ex corde diligamus nos sincero.

Ubi caritas est vera, Deus ibi est. Amen.