Dodici pianisti, il Coro del Fvg Kledi e la Bianchini fanno sognare la folla assiepata in piazza Libertà

UDINE. Piano Twelve. Mille56 e una Not(t)e, l’atteso concerto per dodici pianoforti che ha chiuso ieri sera la rassegna Bianco & Nero sotto il loggiato di San Giovanni, ha riempito piazza Libertà di una folla mai vista prima, che ne assiepava non solo il terrapieno, ma tutti gli spazi disponibili, dalla Loggia del Lionello, alla strada di accesso al Castello, oltre che, naturalmente, il resto della piazza. Una folla quasi oceanica, quindi, per assistere al concerto dei dodici strumentisti (Matteo Andri, Paolo Chiarandini, Giorgio Cozzutti, Alessio De Franzoni, Ferdinando Mussutto, Daniele Russo, Valeria Anzil, Federica Bello, Marzia Bisogni, Caterina Croci, Fabiana Noro e Agnese Toniutti) che a buon titolo rappresentano una parte significativa dell’élite pianistica della nostra regione, affiancati dal Coro (debitamente rinforzato) del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e dall’esibizione dei ballerini Kledi Kadiu ed Emanuela Bianchini, già fin troppo noti al grande pubblico per la loro partecipazione alla trasmissione Amici di Canale 5.

Il programma presentato è un accorto mix di brani di musica classica (scelti fra i brani più celebri del repertorio classico come l’Estate di Antonio Vivaldi, il Valzer della Bella Addormentata di Piotr Ilic Tchaikowsky, Il volo del calabrone di Nicolai Rimsky Korsakov, l’Adagio sostenuto della Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven, la Marcia alla turca di Wolfgang Amadeus Mozart, il Bolero di Maurice Ravel e Fortuna imperatrix mundi, dai Carmina burana di Carl Orff ) e leggera (con Orobroy di Dorantes, Honky tonky train blues di Lewis, Kalasnjikov di Bregovic e Conquest of Paradise di Vangelis), debitamente arrangiati per dodici pianoforti da Valter Sivilotti. Evento di grande impatto scenografico quello dell’altra sera, con una Loggia di San Giovanni addobbata da strisce bianche e nere e illuminata da effetti di luce che sottolineano i vari momenti della performance.

Piazza Libertà poi è stata la cornice ideale per operare una inedita, almeno per Udine, fusione di musica, già spettacolare in sé negli arrangiamenti di Miani, e di strumentisti, che diventavano, grazie al loro gran numero e alla perfetta sincronia con cui si muovevano, essi stessi, oltre ai ballerini e poi al coro, elemento spettacolarizzante. Uno spettacolo, per intenderci, sullo stile dei celebri Tre Tenori, di stampo americaneggiante in cui la musica è solo uno, anche se importante, degli elementi di una performance più complessiva capace di attrarre un gran numero di spettatori, per l’ascolto piuttosto easy che sa esprimere.

Ottima, come si diceva, la performance dei dodici pianisti, così come è stata di grande livello quella del coro (che si è esibito in Fortuna imperatrix mundi di Carl Orff e in Conquest of Paradise di Vangelis). Unico neo della manifestazione è stata la scarsa visibilità dei ballerini. Si sarebbe dovuto pensare ad allestire un palco che sporgesse dalla Loggia, perché gran parte degli spettatori non hanno potuto vederli.

Enorme successo di pubblico, comunque, con applausi scroscianti e concessione di ben tre bis in cui sono stati riproposti Il volo del calabrone di Rimsly Korsakov, The conquest of Paradise di Vangelis e Fortuna imperatrix mundi di Orff.

Sergio Zolli (Messaggero Veneto, 15 settembre 2010)

UDINE. Piano Twelve. Mille56 e una Not(t)e, l’atteso concerto per dodici pianoforti che ha chiuso ieri sera la rassegna Bianco & Nero sotto il loggiato di San Giovanni, ha riempito piazza Libertà di una folla mai vista prima, che ne assiepava non solo il terrapieno, ma tutti gli spazi disponibili, dalla Loggia del Lionello, alla strada di accesso al Castello, oltre che, naturalmente, il resto della piazza. Una folla quasi oceanica, quindi, per assistere al concerto dei dodici strumentisti (Matteo Andri, Paolo Chiarandini, Giorgio Cozzutti, Alessio De Franzoni, Ferdinando Mussutto, Daniele Russo, Valeria Anzil, Federica Bello, Marzia Bisogni, Caterina Croci, Fabiana Noro e Agnese Toniutti) che a buon titolo rappresentano una parte significativa dell’élite pianistica della nostra regione, affiancati dal Coro (debitamente rinforzato) del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e dall’esibizione dei ballerini Kleidi Kadju ed Emanuela Bianchini, già fin troppo noti al grande pubblico per la loro partecipazione alla trasmissione Amici di Canale 5.
Il programma presentato è un accorto mix di brani di musica classica (scelti fra i brani più celebri del repertorio classico come l’Estate di Antonio Vivaldi, il Valzer della Bella Addormentata di Piotr Ilic Tchaikowsky, Il volo del calabrone di Nicolai Rimsky Korsakov, l’Adagio sostenuto della Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven, la Marcia alla turca di Wolfgang Amadeus Mozart, il Bolero di Maurice Ravel e Fortuna imperatrix mundi, dai Carmina burana di Carl Orff ) e leggera (con Orobroy di Dorantes, Honky tonky train blues di Lewis, Kalasnjikov di Bregovic e Conquest of Paradise di Vangelis), debitamente arrangiati per dodici pianoforti da Valter Sivilotti. Evento di grande impatto scenografico quello dell’altra sera, con una Loggia di San Giovanni addobbata da strisce bianche e nere e illuminata da effetti di luce che sottolineano i vari momenti della performance.
Piazza Libertà poi è stata la cornice ideale per operare una inedita, almeno per Udine, fusione di musica, già spettacolare in sé negli arrangiamenti di Miani, e di strumentisti, che diventavano, grazie al loro gran numero e alla perfetta sincronia con cui si muovevano, essi stessi, oltre ai ballerini e poi al coro, elemento spettacolarizzante. Uno spettacolo, per intenderci, sullo stile dei celebri Tre Tenori, di stampo americaneggiante in cui la musica è solo uno, anche se importante, degli elementi di una performance più complessiva capace di attrarre un gran numero di spettatori, per l’ascolto piuttosto easy che sa esprimere.
Ottima, come si diceva, la performance dei dodici pianisti, così come è stata di grande livello quella del coro (che si è esibito in Fortuna imperatrix mundi di Carl Orff e in Conquest of Paradise di Vangelis). Unico neo della manifestazione è stata la scarsa visibilità dei ballerini. Si sarebbe dovuto pensare ad allestire un palco che sporgesse dalla Loggia, perché gran parte degli spettatori non hanno potuto vederli.
Enorme successo di pubblico, comunque, con applausi scroscianti e concessione di ben tre bis in cui sono stati riproposti Il volo del calabrone di Rimsly Korsakov, The conquest of Paradise di Vangelis e Fortuna imperatrix mundi di Orff.
Sergio Zolli
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