I 12 pianisti udinesi aprono i Mondiali di volley

UDINE. Non ancora spenta l’eco del grande successo di Piano Twelve, 1056 e una not(t)e, che si è tenuta domenica sera in Piazza Libertà a Udine. I dodici pianisti capitanati da Valter Sivilotti sono stati invitati a tenere il concerto per la cerimonia inaugurale, nella splendida cornice del castello Sforzesco di Milano, del Mondiale di pallavolo maschile che partirà l’indomani nel capoluogo lombardo per chiudersi a Roma il 10 ottobre dopo aver toccato 10 città italiane. I magnifici dodici (Matteo Andri, Paolo Chiarandini, Giorgio Cozzutti, Alessio De Franzoni, Ferdinando Mussutto, Daniele Russo, Valeria Anzil, Federica Bello, Marzia Bisogni, Caterina Croci, Fabiana Noro, Agnese Toniutti) tutti formatisi al conservatorio di Udine e in regione, sei uomini e sei donne, faranno onore al Friuli e a Udine, esportando un progetto nato su idea e progetto del Coro del Friuli Venezia Giulia, sostenuto da Turismo Fvg per Bianco&Nero. Sono già molte le richieste di varie piazze italiane che, venute a conoscenza del progetto, stanno manifestando l’intenzione di importarlo, magari anche con 24 o 48 pianoforti. Un’idea vincente, uno spettacolo unico, che sta raccogliendo i frutti di un lungo lavoro. Udine con questa scommessa, è entrata nel Guinness della musica pianistica. Non si hanno notizie di un’esecuzione a 12 pianoforti in nessuna parte del mondo Al concerto inaugurale di Milano parteciperanno anche artisti quali Fiorella Mannoia e Giancarlo Giannini oltre ai vertici della pallavolo mondiale, tutte le delegazioni partecipanti, al sindaco di Milano Letizia Moratti e al presidente della Lombardia Roberto Formigoni, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Rocco Crimi e Gianni Letta. L’indomani l’Italia sarà subito protagonista al Forum di Assago (Milano) contro il Giappone (alle 17). Il concerto, trasmesso alle 20.15 del 24 settembre, sarà visibile su Rai Sport in mondovisione: una bella soddisfazione per i nostri “campioni”!

Messaggero Veneto — 17 settembre 2010   pagina 07   sezione: UDINE

SPECIALE CONCERTO DEL FESTIVAL E ACCADEMIA DINO CIANI

Un atteso “fuori programma” quello previsto per sabato 18 settembre nella Chiesa Parrocchiale di Cortina d’Ampezzo. Ultimo appuntamento con il Festival e Accademia Dino Ciani sarà l’esibizione del Coro del Friuli Venezia Giulia e dell’Orchestra regionale dell’Emilia Romagna su musiche Johann Sebastian Bach.
Cortina d’Ampezzo 14 settembre 2010_Dopo il grande successo dell’edizione estiva da poco conclusa, il Festival e Accademia Dino Ciani torna a Cortina con un evento in programma sabato 18 settembre presso la Chiesa Parrocchiale. Appuntamento alle ore 21.00 con il Coro del Friuli Venezia Giulia, diretto dal maestro Cristiano Dell’Oste che, insieme all’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, guidata dal maestro Renato Negri, proporrà al pubblico un’attenta selezione di brani di Johann Sebastian Bach, accompagnata dall’organo Mauracher.
Ormai diventato un appuntamento apprezzato non solo a livello nazionale, il festival dedicato al celebre pianista, grazie ad un calendario fitto di incontri, ogni estate porta a Cortina i più grandi nomi della musica classica contemporanea. Grande attenzione è data agli allievi dell’Accademia che, grazie alla partecipazione alle numerose masterclass previste durante il fesitival, hanno modo di arricchire i propri curricula con un’esperienza formativa irripetibile, vissuta a stretto contatto con alcuni dei più grandi musicisti viventi.

Pr0gramma:

Solisti della Cappella Regiensis
Loredana Bigi soprano
Anna Schiatti contralto
Luigi Pagliarini tenore
Matteo Bellotto basso

Coro del Friuli Venezia Giulia – Cristiano Dell’Oste maestro del coro

Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna – Renato Negri maestro di concerto

Johann Sebastian Bach.
Sinfonia dalla Cantata BWV 169 “Gott soll allein mein Herze haben”.
Aria dalla Suite per orchestra BWV 1068.
Cantata BWV 80 “Ein feste Burg ist unser Gott”.
Magnificat BWV 243a in Re Maggiore.

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Dodici pianisti, il Coro del Fvg Kledi e la Bianchini fanno sognare la folla assiepata in piazza Libertà

UDINE. Piano Twelve. Mille56 e una Not(t)e, l’atteso concerto per dodici pianoforti che ha chiuso ieri sera la rassegna Bianco & Nero sotto il loggiato di San Giovanni, ha riempito piazza Libertà di una folla mai vista prima, che ne assiepava non solo il terrapieno, ma tutti gli spazi disponibili, dalla Loggia del Lionello, alla strada di accesso al Castello, oltre che, naturalmente, il resto della piazza. Una folla quasi oceanica, quindi, per assistere al concerto dei dodici strumentisti (Matteo Andri, Paolo Chiarandini, Giorgio Cozzutti, Alessio De Franzoni, Ferdinando Mussutto, Daniele Russo, Valeria Anzil, Federica Bello, Marzia Bisogni, Caterina Croci, Fabiana Noro e Agnese Toniutti) che a buon titolo rappresentano una parte significativa dell’élite pianistica della nostra regione, affiancati dal Coro (debitamente rinforzato) del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e dall’esibizione dei ballerini Kledi Kadiu ed Emanuela Bianchini, già fin troppo noti al grande pubblico per la loro partecipazione alla trasmissione Amici di Canale 5.

Il programma presentato è un accorto mix di brani di musica classica (scelti fra i brani più celebri del repertorio classico come l’Estate di Antonio Vivaldi, il Valzer della Bella Addormentata di Piotr Ilic Tchaikowsky, Il volo del calabrone di Nicolai Rimsky Korsakov, l’Adagio sostenuto della Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven, la Marcia alla turca di Wolfgang Amadeus Mozart, il Bolero di Maurice Ravel e Fortuna imperatrix mundi, dai Carmina burana di Carl Orff ) e leggera (con Orobroy di Dorantes, Honky tonky train blues di Lewis, Kalasnjikov di Bregovic e Conquest of Paradise di Vangelis), debitamente arrangiati per dodici pianoforti da Valter Sivilotti. Evento di grande impatto scenografico quello dell’altra sera, con una Loggia di San Giovanni addobbata da strisce bianche e nere e illuminata da effetti di luce che sottolineano i vari momenti della performance.

Piazza Libertà poi è stata la cornice ideale per operare una inedita, almeno per Udine, fusione di musica, già spettacolare in sé negli arrangiamenti di Miani, e di strumentisti, che diventavano, grazie al loro gran numero e alla perfetta sincronia con cui si muovevano, essi stessi, oltre ai ballerini e poi al coro, elemento spettacolarizzante. Uno spettacolo, per intenderci, sullo stile dei celebri Tre Tenori, di stampo americaneggiante in cui la musica è solo uno, anche se importante, degli elementi di una performance più complessiva capace di attrarre un gran numero di spettatori, per l’ascolto piuttosto easy che sa esprimere.

Ottima, come si diceva, la performance dei dodici pianisti, così come è stata di grande livello quella del coro (che si è esibito in Fortuna imperatrix mundi di Carl Orff e in Conquest of Paradise di Vangelis). Unico neo della manifestazione è stata la scarsa visibilità dei ballerini. Si sarebbe dovuto pensare ad allestire un palco che sporgesse dalla Loggia, perché gran parte degli spettatori non hanno potuto vederli.

Enorme successo di pubblico, comunque, con applausi scroscianti e concessione di ben tre bis in cui sono stati riproposti Il volo del calabrone di Rimsly Korsakov, The conquest of Paradise di Vangelis e Fortuna imperatrix mundi di Orff.

Sergio Zolli (Messaggero Veneto, 15 settembre 2010)

UDINE. Piano Twelve. Mille56 e una Not(t)e, l’atteso concerto per dodici pianoforti che ha chiuso ieri sera la rassegna Bianco & Nero sotto il loggiato di San Giovanni, ha riempito piazza Libertà di una folla mai vista prima, che ne assiepava non solo il terrapieno, ma tutti gli spazi disponibili, dalla Loggia del Lionello, alla strada di accesso al Castello, oltre che, naturalmente, il resto della piazza. Una folla quasi oceanica, quindi, per assistere al concerto dei dodici strumentisti (Matteo Andri, Paolo Chiarandini, Giorgio Cozzutti, Alessio De Franzoni, Ferdinando Mussutto, Daniele Russo, Valeria Anzil, Federica Bello, Marzia Bisogni, Caterina Croci, Fabiana Noro e Agnese Toniutti) che a buon titolo rappresentano una parte significativa dell’élite pianistica della nostra regione, affiancati dal Coro (debitamente rinforzato) del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e dall’esibizione dei ballerini Kleidi Kadju ed Emanuela Bianchini, già fin troppo noti al grande pubblico per la loro partecipazione alla trasmissione Amici di Canale 5.
Il programma presentato è un accorto mix di brani di musica classica (scelti fra i brani più celebri del repertorio classico come l’Estate di Antonio Vivaldi, il Valzer della Bella Addormentata di Piotr Ilic Tchaikowsky, Il volo del calabrone di Nicolai Rimsky Korsakov, l’Adagio sostenuto della Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven, la Marcia alla turca di Wolfgang Amadeus Mozart, il Bolero di Maurice Ravel e Fortuna imperatrix mundi, dai Carmina burana di Carl Orff ) e leggera (con Orobroy di Dorantes, Honky tonky train blues di Lewis, Kalasnjikov di Bregovic e Conquest of Paradise di Vangelis), debitamente arrangiati per dodici pianoforti da Valter Sivilotti. Evento di grande impatto scenografico quello dell’altra sera, con una Loggia di San Giovanni addobbata da strisce bianche e nere e illuminata da effetti di luce che sottolineano i vari momenti della performance.
Piazza Libertà poi è stata la cornice ideale per operare una inedita, almeno per Udine, fusione di musica, già spettacolare in sé negli arrangiamenti di Miani, e di strumentisti, che diventavano, grazie al loro gran numero e alla perfetta sincronia con cui si muovevano, essi stessi, oltre ai ballerini e poi al coro, elemento spettacolarizzante. Uno spettacolo, per intenderci, sullo stile dei celebri Tre Tenori, di stampo americaneggiante in cui la musica è solo uno, anche se importante, degli elementi di una performance più complessiva capace di attrarre un gran numero di spettatori, per l’ascolto piuttosto easy che sa esprimere.
Ottima, come si diceva, la performance dei dodici pianisti, così come è stata di grande livello quella del coro (che si è esibito in Fortuna imperatrix mundi di Carl Orff e in Conquest of Paradise di Vangelis). Unico neo della manifestazione è stata la scarsa visibilità dei ballerini. Si sarebbe dovuto pensare ad allestire un palco che sporgesse dalla Loggia, perché gran parte degli spettatori non hanno potuto vederli.
Enorme successo di pubblico, comunque, con applausi scroscianti e concessione di ben tre bis in cui sono stati riproposti Il volo del calabrone di Rimsly Korsakov, The conquest of Paradise di Vangelis e Fortuna imperatrix mundi di Orff.
Sergio Zolli
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