La «Traviata» all’Arena, un autentico trionfo

Messa in scena dal Teatro dell’opera di Udine,
dall’Orchestra Filarmonica, dal Balletto e dal Coro del FVG

Sabato sera, la volta stellata ha guardato finalmente serena il vetusto Anfiteatro vespasiano, dov’è stata allestita dal Teatro dell’opera di Udine, nonché dall’Orchestra della Società Filarmonica, dal Balletto e dal Coro dell’FVG la celeberrima e popolarissima “Traviata” di G.Verdi, sotto la direzione del maestro Alfredo Barchi e per la regia di Giampaolo Zennaro, maestro del Coro Cristiano Dell’Oste, costumi di Emmanuela Cossar, coreografia di Nicoletta Iosefescu, scenografia di Michele Ugo Galliussi, direttore di scena Daniele Zanettovich, coadiuvati da una schiera di bravi collaboratori che hanno permesso una fluida, felice realizzazione di questo capolavoro verdiano. Ad aiutare il pubblico nella comprensione e fruizione dell’opera è stato il commento bilingue del versatile Šandor Slatski, che ha guidato passo a passo gli spettatori.
A sostenere il ruolo di Violetta Valery è stato il soprano Linda Kazani, voce poderosa che a momenti si fa dolce e malinconica e che è risuonata sicura in tutti i momenti del suo tragico dramma. Ad impersonare il suo innamorato, Alfredo Germont, è stato il tenore coreano Jaewoo Kim e nel ruolo di suo padre Giorgio Germont, il possente baritono Emiliano Marcucci.
Una terna convincente e con spiccate punte di realismo drammatico sebbene tutta immersa ancora nell’inconfondibile romanticismo musicale che è la principale caratteristica verdiana fino a questo momento (1853).
Nel ruolo di Flora Bervoix abbiamo ammirato l’elegante Alessia Nadin, in quello di Annina s’è cimentata Giulia Della Peruta, i ruoli di Gastone e di Giuseppe li ha sostenuti Badì Scarpa, Mirko Quarello è stato il Barone Douphol, Gionata Marton il Marchese d’Obigny e Francesco Milanese ha interpretato il Dottor Grenvil.
Gradevoli i cori nelle scene d’assieme, ovvero quelle delle feste del I e del II atto, bellissimi i balletti che hanno sottolineato le scene delle “zingarelle” e dei “matadores”. Buona la non facile realizzazione scenica di quest’opera brillante ma anche intimistica sul grande palcoscenico aperto dell’ Arena di Pola, come pure brava l’Orchestra che ha seguito con dovizia il suo magistrale direttore in tutti i momenti della dolorosa vicenda rappresentata.
La Traviata, terza opera della “trilogia popolare”, in tre atti di G.Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, ha visto la sua prima rappresentazione al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ed è forse l’opera più densa di interiorità psicologica di tutto il teatro d’opera romantico. Violetta è il compendio di tutte le altre figure femminili di Verdi fin qui delineate, con ancor più evidenziato il sottile lirismo pur nel trattare un argomento scabroso per tanti aspetti, come la prostituzione di alto bordo, la tisi che falciava indisturbata tante vite umane, le chiacchiere della gente sulle vicende personali del compositore, sulla sua compagna, il soprano Giuseppina Strepponi, con la quale conviveva dopo la tragica scomparsa della moglie e dei due figlioletti, e che lui avrebbe sposato poi nel 1859. Il soggetto, tratto dal dramma di Alessandro Dumas figlio, “La dama delle camelie”, si basava su fatti e personaggi davvero esistiti, – ancor oggi a Parigi si depongono fiori sulla tomba di Margherita, la verdiana Violetta, l’eroina di Dumas che in realtà si chiamava Marie Duipless e che lui stesso per circa un anno aveva frequentato quando entrambi avevano vent’anni.
Il successo di questa edizione friulana della Traviata non poteva mancare, oltre i tanti applausi a scena aperta che hanno sottolineato la fine di ogni importante “aria”, ma le melodie verdiane si riversano continuamente una dopo l’altra in un mare di musica indimenticabile tanto che il pubblico canticchiava non solo il celeberrimo “Brindisi”. Le chiamate per il cast completo sono state numerose e soprattutto calorose. Pubblico numeroso, attento e partecipe quindi per questo grande evento musicale voluto dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria, dalla Città di Pola, dall’Unione Italiana di Fiume e dall’Istituto italiano di Zagabria tramite il Pula film festival quale produttore esecutivo. Un bellissimo regalo per la Città che ha uno spazio estivo memorabile, affascinante, unico: l’Arena vespasiana che da 2000 anni s’erge con le sue eleganti arcate che lasciano intravedere il mare del suggestivo porto di Pola, davvero uno splendido dono la musica del grande Verdi impreziosita dall’atmosfera magica che solo l’Arena di Pola sa creare.

(La Voce del Popolo – 2 agosto 2010 – Orietta Šverko)

“La Traviata” očarala publiku u Areni

“La Traviata” incanta il pubblico in Arena

'La Traviata' velikog Giuseppea Verdija u pulskom amfiteatru

Na pozornici pulskog amfiteatra večeras je uprizorena popularna tročinka Giuseppea Verdija i libretista Francesca Marije Piavea “La Traviata”, u produkciji talijanske Societa’ Filarmonia di Udine, a pod ravnanjem maestra Alfreda Barchija.

U Pulu su stigli s kompletnim korpusom koji uključuje balet i zbor (Friuli-Venezia Giulia) te orkestar (Societa’ Filarmonia di Udine), a režija je povjerena Giampaolu Zennaru.

U naslovnim ulogama nastupili su sopranistica Linda Kazani (Violetta Valery), tenor Kim Jaewoo (Alfredo Germont) te Badi Scarpa (Giuseppe i Gastone). Ulogu Flore Bervoix nosila je Alessia Nadim, a Giorgia Germonta igrao je Emilio Marcucci.

Publika u Areni

U središtu operne radnje besmrtnih Verdijevih stranica, koje su smještene u Pariz, je tamošnja dama (Valery) koja iskreno voli Germonta. Njihova se ljubavna priča razvija u tragičnom smjeru jer oni jedan drugog gube zbog socijalnog jaza koji razdire njihov odnos.

“La Traviata” je svoju premijeru imala 1853. godine u venecijskom teatru La Fenice, a u četiri slike donosi detalje iz klasika Alexandera Dumasa “Dama s kamelijama” (“La Dame aux Camelias”). Od svojeg prvog pojavljivanja na daskama do danas ostvarila je status jednog od najizvođenijih djela klasične operne literature.

Pulsko gostovanje ostvareno je u suradnji Grada Pule; l’Associazione Societa’ Filarmonia di Udine, talijanske ambasade u Zagrebu, Talijanske unije, Talijanskog instituta za kulturu u Zagrebu i Pula Film Festivala. (N. HAUSER; snimio S. RADOLOVIĆ)

(Glas Istre – 31 luglio 2010)