La Traviata – Arena di Pola

Zagabria – E’ stata rinviata a sabato 31 luglio 2010, causa le previste avverse condizioni meteo, la rappresentazione de “La Traviata” a Pola, composta dal grande Giuseppe Verdi con libretto di Francesco Maria Piave. La messa in scena dell’opera, in tre atti, è stata organizzata nell’ambito del Pula Film Festival con il patrocinio del Ministero Affari Esteri ICE e le sponsorizzazioni di PBZ, Calzedonia, Generali, Gruppo Bisol, Banco Popolare, Ferrero Ortomed, ZIR Park, Wamgroup. A darne l’annuncio è l’Ambasciata d’Italia in Croazia, dalla Città di Pola, dall’Unione Italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria. Lo spettacolo si svolgerà nella bellissima cornice dell’Arena di Pola e il sipario si aprirà alle 21:30. Il cast della Traviata è composto dagli attori Linda Kazani (nelle vesti di Violetta Valery), dal coreano Jaewoo Kim (che interpreterà Alfredo Germont) ed Emilio Marcucci (che sarà Giorgio Germont). Direttore della serata sarà Alfredo Barchi, mentre la regia è affidata a Giampaolo Zennaro. Le coreografie sono ad opera della FVG Ballet Company, la compagnia di ballo del Friuli Venezia Giulia; con la partecipazione del Coro del Friuli Venezia Giulia e dell’Orchestra Società Filarmonia Udine. I biglietti sono acquistabili tramite Intersound e le agenzie autorizzate al costo compreso tra le 75 e le 100 kune (circa 10-14 euro).

Grande lirica sotto le stelle.

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Successo per La Traviata ieri in piazza XX Settembre.

“Libiam libiamo, ne’ lieti calici, che la belleza infiora; e la fuggevol fuggevol’ora s’inebrii a voluttà. Libiam ne’ dolci fremiti che suscita l’amore, poiché quell’occhio al core Onnipotente va”… E a cantare la celebre aria non c’erano solo gli artisti sul palco, ma anche tanti tra il pubblico, confermando così il successo di quest’opera che rimane una tra quelle più amate dal pubblico di tutti i tempi. Un successo, dunque, “La Traviata” sotto le stelle, in scena ieri sera in piazza XX Settembre nell’ambito dei tanti appuntamenti dell’Estate in città. L’opera di Verdi è parte del progetto itinerante “Il carro di Tespi della Società Filarmonia di Udine” e ha visto la presenza del Coro del Friuli Venezia Giulia, dei musicisti e cantanti – tutti professionisti – dell’orchestra della Società Filarmonia, magistralmente diretti dal maestro Alfredo Barchi, e della Ballet Company Fvg. La Traviata, opera in tre atti che vide la luce nel 1853 e che si scontrò con la censura sia prima che dopo l’esordio, è tradizionalmente inserita nella cosiddetta “trilogia popolare” assieme al Rigoletto (1851) e al Trovatore (1853). Tutte e tre le opere sono ricche di arie e duetti entrati prepotentemente nel sentire comune e si reggono anche sulla forza e sull’originalità dei loro personaggi: un buffone di corte, una zingara assassina, una prostituta d’alto bordo. Sono personaggi socialmente marginali, appunto come Traviata, alias Violetta Valéry, la cortigiana parigina protagonista dell’opera. Verdi la compose dopo essere stato folgorato dalla visione de La signora delle Camelie, il dramma teatrale di Alexandre Dumas figlio andato in scena a Parigi il 2 febbraio 1852. La “prima” alla Fenice di Venezia, fu un fiasco, ma rivista e affidata a migliori interpreti, divenne un successo dall’anno successivo. E di anno in anno è rimasta un successo, come ha dimostrato il calore del pubblico ieri sera.

(Il Messaggero Veneto – 13 luglio 2010)

Udine felicemente Traviata dal melodramma di Verdi: 2 mila in piazza per il belcanto

UDINE. Una piazza Duomo gremita (duemila persone plaudenti) per La Traviata conferma che Società Filarmonia giunge felicemente, per la sesta volta consecutiva, alla realizzazione del progetto Il carro di Tespi. Un percorso che, dopo avere intensamente attraversato gli ameni territori dell’ultima grande stagione dell’opera buffa di Rossini e Donizetti, non senza aver compiuto un’altrettanto significativa deviazione verso Cavalleria rusticana , capolavoro unico della breve stagione del Verismo, approda finalmente al grande melodramma romantico di Giuseppe Verdi. Un compositore, Verdi, particolarmente caro ad Alfredo Barchi, anima e mente di un progetto, l’opera lirica nelle piazze friulane (e non solo), certamente destinato a sempre piú coinvolgenti programmi, un compositore che Barchi ha respirato sin dall’infanzia e durante tutto il percorso formativo nei luoghi verdiani per eccellenza, la città di Parma e i suoi dintorni. L’anno 2013, nel quale si celebreranno gli anniversari della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, è quasi alle porte e Società Filarmonia non perde occasione per lasciar intuire quale sarà il futuro percorso del Il carro di Tespi , proponendo il terzo momento della fortunata trilogia popolare di Verdi, il melodramma in tre atti La Traviata , composto su libretto di Francesco Maria Piave a partire dallo scottante e autobiografico – il giovane Dumas si innamorò realmente di una bella cortigiana consumata dalla tisi – tema proposto dal romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio e allestito per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853. Va innanzitutto osservato come la concezione complessiva della drammaturgia verdiana richieda, rispetto alle esigenze del precedente teatro d’opera, un notevole sviluppo delle forze interagenti all’interno della macchina scenica, tanto a livello delle componenti musicali vocali e sinfoniche, quanto nel settore – aspetto nel quale Verdi fu realmente un innovatore e un rivoluzionario – dei diversi incarichi di palcoscenico e delle scelte registiche e scenografiche; in tal senso, l’imponente apparato organizzativo di Filarmonia ha quest’anno realmente dimostrato di avere raggiunto la fase di definitivo collaudo, testimoniato pure dal Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana conquistato per il secondo anno consecutivo, e di aver risolto tutti, se si eccettua qualche dettaglio legato alla tecnologia legata all’amplificazione dei suoni, i complessi problemi legati a una rappresentazione all’aperto. Per il pubblico udinese, la prima de Il carro di Tespi si è trasformata negli anni in una grande festa, occasione di incontro e scambio di opinioni e critiche tra persone di tutte le età e dalla piú diversa preparazione musicale, festa allietata quest’anno dal clima ottimale in una piazza Duomo come non mai gremita e plaudente alcuni tra i personaggi piú amati della storia dell’opera, Violetta Valery, Alfredo Germont e suo padre Giorgio. E certo non è stato facile per Filarmonia, particolarmente nel caso dei due Germont, tenore e baritono, giacché di aspiranti Violette il panorama sembra essere oggi piuttosto vasto, trovare giovani voci disposte a lanciarsi in una lunga ed entusiasmante avventura artistica. La Traviata richiede un’eletta predisposizione vocale, interpretativa e attoriale in tali tre ruoli principali e la scelta operata da Alfredo Barchi, con l’autorevole consulenza del grande tenore Beniamino Prior, sembra essersi rivelata fondamentalmente equilibrata nell’ottica di un teatro-laboratorio per cantanti emergenti. Il tenore coreano naturalizzato australiano Jaewoo Kim, nel ruolo di Alfredo, e il baritono italiano Emilio Marcucci, nel ruolo di Giorgio, incarnano due tipologie vocali rappresentative delle moderne scuole di canto, che prediligono l’estrema cura della tecnica e dell’intelligenza interpretativa al prorompente impatto della pura e istintiva vocalità. Immancabile il granitico rilievo impresso al Coro del Friuli Venezia Giulia dal suo maestro, Cristiano Dell’Oste, mentre le altre parti sono state egregiamente interpretate da Alessia Nadin, alle prese con il non consueto ruolo di Flora Bervoix, da Badì Scarpa (Gastone e Giuseppe), Mirko Quarello (Barone Douphol), Gionata Marton (Marchese d’Obigny), Francesco Milanese (Dottor Grenvil) e dalla friulana Giulia Della Peruta, Annina scenicamente perfetta. L’allestimento ha visto il suo ideale completamento nella regia filologicamente sobria di Giampalo Zennaro, nelle innovative scenografie di Michele Ugo Galliussi, dipinte su tele a partire da realistici messaggi iconografici relativi agli ambienti in cui si svolge la vicenda, nelle ormai classiche coreografie di Nicoleta Iosifescu e nei ricchi costumi di Emmanuela Cossar, ineccepibilmente calati nel gusto ottocentesco.

(Il Messaggero Veneto 10 luglio 2010 – David Giovanni Leonardi)

La Traviata - Arena di Pola