Stabat mater laico per i desaparecidos

In regione “Estaba la Madre” dedicato da Bacalov
alle madri delle vittime della dittatura argentina

Il Gazzettino – Martedì 29 Dicembre 2009

Nella primavera del 2004, a Roma, per la stagione del Teatro dell’Opera, andò in scena la prima assoluta di quello che si può definire uno Stabat Mater laico del musicista argentino Luis Bacalov: “Estaba la Madre – Misa Tango”.
Diretto dal compositore stesso, per il cartellone della Fondazione “Luigi Bon”, protagonista l’ ”Orchestra Mitteleuropea” e il Coro del Friuli Venezia Giulia istruito da Cristiano dell’Oste giunge oggi, rinnovata, a Udine.
Gianni Iorio, bandoneon solista, Anna Kraynikova, soprano, Anna Malavasi, mezzosoprano, Giuseppina Bridelli, mezzosoprano, Elia Campolo baritono, William Corrò baritono, Alexey Yakimov basso sono i soli protagonisti di un intenso affresco lirico-orchestrale che narra, per quadri e con la regia di Carlos Branca per questo riallestimento, la tragedia dei desaparecidos e delle madri di Plaza de Mayo che tormentò l’Argentina all’epoca della dittatura militare e che tutt’ora avvelena la storia e la memoria della patria del Tango.
Un paese, l’Argentina, musicalissimo e ricco di sintesi culturali straordinarie, affollato di varie etnie fra cui quella ebraica (500.000 persone) particolarmente odiata dai militari golpisti.
Storia di una madre ebrea e tragedie legate diventano un viaggio agli inferi, reso quanto mai coinvolgente dalle articolate soluzioni lirico-orchestrali di Bacalov.
Musicista naturalizzato italiano da decenni, che incarna un compositore a 360° gradi, senza complessi di genere, autore di memorabili colonne sonore (fra le tante quella per “La passione secondo Matteo” di Pasolini e per opere di Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Wertmüller, Fellini, Rosi) e di esperimenti indimenticabili di autore sinfonico per gruppi progressive negli anni ’70: “Osanna”, “New Trolls”, “Rovescio della Medaglia”, Bacalov, nella segno di una auratica maturità, giunge al pianismo da fluido tanguero e alla composizione di vasto respiro.
“Estaba la madre” giunge al “Giovanni da Udine” il 29, alle 20.45, con replica il giorno dopo, alle 20.30, al Politeama “Rossetti” di Trieste e utilizza la potenza del canto “argentino” e del senso del movimento tipico di quella affascinante cifra sudamericana per testimoniare, attraverso una catarsi d’arte, il dolore e la ripulsa dell’insensatezza della violenza e della ferocia ideologica. Marco Maria Tosolini