Arriva il Premio Oscar Bacalov a Udine e a Trieste

il Piccolo — 24 dicembre 2009   pagina 33   sezione: CULTURA – SPETTACOLO

di LAURA STRANO TRIESTE Martedì 29, alle 20.45 al Teatro Nuovo di Udine, e mercoledì 30, alle 20.30 al Politeama Rossetti di Trieste, il Premio Oscar Luis Bacalov dirigerà l’Orchestra Mitteleuropea e il Coro del Friuli Venezia Giulia, per un totale di oltre 130 artisti sul palco, nello spettacolo ”Estaba la Madre- Misa Tango”. Le serate sono organizzate grazie alla sinergia tra la Fondazione Bon assieme alla Regione ai Teatro Giovanni da Udine e Politeama Rossetti, l’Emilia Romagna Festivale a sostenitori come la Fondazione Crup, la ditta Bernardi e la Confindustria di Udine. I brani eseguiti, entrambi capolavori del maestro Bacalov, saranno nella prima parte un estratto di ”Estaba la Madre” e nella seconda la ”Misa Tango” con Gianni Iorio bandoneon solista, Anna Kraynikova soprano, Anna Malavasi mezzosoprano, Giuseppina Bridelli mezzosoprano, Elia Campolo baritono, William Corrò baritono, Alexey Yakimov basso. “Estaba la Madre”, il capolavoro di Luis Bacalov, che il maestro argentino ha composto per ricordare gli oltre 30 mila desaparecidos, è dedicato al coraggio delle madri e alle nonne delle vittime delle atrocità di quel periodo, “las Madres y las Abuelas de Plaza de Mayo”: grazie alla loro forza d’animo il mondo conobbe gli orrori della dittatura militare di quel paese. «Sono nato a Buenos Aires, una tra le città più ibride del mondo – afferma Bacalov – e non mi sono mai voluto mettere una maschera, il risultato è quest’opera che mi somiglia: mi piace la musica popolare argentina, il tango, il folklore messicano, ma anche Stravinskij e Debussy». La ”Misa Tango” è una messa elaborata per grande orchestra e grande coro. Resa celebra dal vendutissimo disco con Placido Domingo solista e L’Accademia di Santa Cecilia di Roma, è un’opera che si snoda attraverso i ritmi del tango, milonga e ritmi complessi. Le parti solistiche sono affidate ad un baritono e a un mezzosoprano, oltre all’immancabile bandoneòn, strumento amato da tutti gli argentini. I ritmi di un ballo frenetico e sensuale contaminati dalla religione: la sfida dell’autore premiato con l’Oscar Bacalov in concerto, il tango diventa una messa. Il compositore argentino dice: «Io, ebreo, potrei essere accusato di blasfemia. Ma difendo la sacralità di questa musica». Per Borges era «un pensiero triste che si balla», per Luis Bacalov è «un pensiero religioso che si suona». Una sacralità del tango che il musicista argentino, 70 anni, premio Oscar per la colonna sonora de «Il postino», ha addirittura tradotto in una messa. Ma come, una messa su un ballo nato nei bordelli, da sempre sinonimo di sensualità sfrenata, di lussuria? «E’ quello che mi son detto anch’io quando, cinque anni fa, iniziai a pensare al progetto – afferma Bacalov -. Di sicuro sarei stato accusato di essere blasfemo. Ma non era il solo dilemma. Con quale diritto io, laico, agnostico e nato da una famiglia ebrea, potevo scrivere una messa?».