Le tragiche madri coraggio di Bacalov

Successo ai concerti al Nuovo di Udine e al Rossetti di Trieste – In scena due opere del maestro

Il Piccolo — 31 dicembre 2009

UDINE È indubbio come il successo arriso ai due lavori del compositore argentino Luis Bacalov da lui diretti martedì al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, e ieri sera al Politeama Rossetti di Trieste, abbia manifestato un incondizionato plauso alla carriera di uno dei musicisti più amati oltre che apprezzati. Ed è indubbio come in tali due lavori – ”Estaba la Madre” e ”Misa Tango” – il premio Oscar Bacalov abbia voluto liberarsi dal fatto d’essere “solo” un compositore di musica da film, o, ad ogni modo, leggera per esplorare i sentieri della musica colta.
Entrambi i pezzi prevedono un valido trattamento dello strumentale e del coro (nella fattispecie, rispettivamente l’Orchestra Mitteleuropea e il Coro del Friuli Venezia Giulia istruito da Cristiano Dell’Oste, autori di buone prove) oltre a voci soliste; almeno, poi, va rilevata la presenza di pianoforte e bandoneon (Gianni Iorio), quest’ultimo a sottolineare in maniera emblematica le radici argentine dell’arte di Luis Bacalov.
Effettivamente, ”Estaba la Madre” è uno Stabat Mater laico nato certo per ricordare gli oltre 30 mila desparecidos ma pure quale omaggio alle loro madri; la partitura, di cui s’è ascoltato un congruo estratto, guarda, anche nella struttura, al Bach specie delle ”Passioni”, ma pure a Carl Orff per l’utilizzo delle percussioni e del coro a richiamare disumane barbarie (quelle subite dai desparecidos, appunto); ancora, si riscontrano echi di Piazzolla, immancabilmente e il declamare, più che il cantare, delle voci conferisce al tutto un’intensità tragica.
La musica di Bacalov è di presa immediata; il testo, dello stesso Bacalov e di Carlos Sessano nonchè di Sergio Bardotti, racconta di quelle quattro madri coraggio che andarono a Plaza de Mayo alla disperata ricerca dei loro figli.
Nella seconda parte, la ”Misa Tango”, pezzo che, nella struttura, rispetta la liturgia con la partizione canonica in Kyrie-Gloria-Credo-Sanctus-Agnus Dei, ma, nel testo, la modifica utilizzando lo spagnolo. Il risultato offre una contaminazione nella musica e nel testo: un’opera sì religiosa ma pregna del mondo del tango a volerne affermare la sacralità.
Il pubblico ha gradito eccome, tributando copiosi applausi, anche per merito dei cantanti impiegati: il soprano Anna Kraynikova, i mezzosoprani Anna Malavasi e Giuseppina Bridelli, i baritoni Elia Campolo e William Corrò, il basso-baritono Alexey Yakimov. Da sottolineare, infine, come Anna Malavasi e Alexey Yakimov siano state le voci pure della ”Misa Tango”.
Alex Pessotto

Il dolore e la gioia con Bacalov

Applausi al concerto diretto dal maestro argentino

Il Messaggero Veneto – 31 dicembre 2009

Parlano, raccontano, piangono, combattono, le donne di Plaza de Mayo. Ricordano, attraverso la musica di Luis Bacalov, quei figli, mariti, compagni desaparecidos, cancellati dal mondo dal regime militare argentino del ’76. Sul palco del teatro Nuovo – grazie alla Fondazione Bon – rievocano le loro dolenti storie, le affidano alla scrittura evocativa del maestro di Buenos Aires, sospinte dallo struggente filo sonoro del bandoneon di Gianni Iorio. Ed è lo stesso Bacalov sul podio, a raccoglierle, preziose e toccanti testimonianze di un capitolo nero di una storia tenuta viva e non dimenticata. Estaba la Madre, eseguita in forma oratoriale (e non integrale), contrappone il pudore e la dignità alla spietatezza, il silenzio al dolore, la ferocia al bisogno di giustizia e verità. Sentimenti veicolati dalla musica, esplicita e sommessa, ora malinconica, ora violenta, e affidata alla puntuale esecuzione dell’Orchestra Mitteleuropea.
Le storie drammatiche di Sara, Juana, Angela, collezionate in questo “Stabat Mater laico” restano sospese, presenti, cariche di struggente tensione, affidate alle belle voci del soprano Anna Kraynikova e dei mezzosoprani Anna Malavasi (che si distingue per l’espressività della timbrica e dell’interpretazione) e Giuseppina Bridelli. Storie amplificate nel pathos dal Coro del Friuli-Venezia Giulia (preparato da Cristiano Dell’Oste) e a cui fanno da controaltare le imprecazioni dei generali, portati in scena dai baritoni Elia Campolo e William Corrò e dal basso Alexey Yakimov. Sono affreschi, piccoli quadri, pensieri catturati, spazi della memoria dove la musica popolare argentina, il tango, il folklore messicano, le influenze ebraiche e quelle classiche si intrecciano e sposano in un crescendo emotivo, forse non sempre assecondato appieno dagli esecutori sul palco. Una vis e una intensità maggiormente espresse nella suggestiva Misa Tango, dove sia l’Orchestra, sia il Coro si fanno più convincenti, in un amalgama sonoro di grande impatto. Il tango diventa lo strumento della sacralità, il bandoneon, «con i suoi struggimenti sublimati, il piccolo uomo di Buenos Aires davanti al mistero dell’Universo». Nella liturgia di Bacalov c’è tutto: la sofferenza, gli interrogativi della fede, ma soprattutto la gioia. Una gioia che esplode nel possente Gloria e nel luminoso Credo, una milonga festosa, accompagnata da allegre percussioni. L’anima latina ne esce con forza, e non mancano gli accenti più malinconicamente melodici, affidati ai solisti Anna Malavasi e Alexey Yakimov, entrambi ben calati nella partitura e tesi a valorizzarne il tratto lirico.
Grandi applausi al termine da parte del teatro gremito (presente anche la conduttrice e giornalista tv, Alda D’Eusanio) e per bis di nuovo il Credo.
Mariateresa Bazzaro

Stabat mater laico per i desaparecidos

In regione “Estaba la Madre” dedicato da Bacalov
alle madri delle vittime della dittatura argentina

Il Gazzettino – Martedì 29 Dicembre 2009

Nella primavera del 2004, a Roma, per la stagione del Teatro dell’Opera, andò in scena la prima assoluta di quello che si può definire uno Stabat Mater laico del musicista argentino Luis Bacalov: “Estaba la Madre – Misa Tango”.
Diretto dal compositore stesso, per il cartellone della Fondazione “Luigi Bon”, protagonista l’ ”Orchestra Mitteleuropea” e il Coro del Friuli Venezia Giulia istruito da Cristiano dell’Oste giunge oggi, rinnovata, a Udine.
Gianni Iorio, bandoneon solista, Anna Kraynikova, soprano, Anna Malavasi, mezzosoprano, Giuseppina Bridelli, mezzosoprano, Elia Campolo baritono, William Corrò baritono, Alexey Yakimov basso sono i soli protagonisti di un intenso affresco lirico-orchestrale che narra, per quadri e con la regia di Carlos Branca per questo riallestimento, la tragedia dei desaparecidos e delle madri di Plaza de Mayo che tormentò l’Argentina all’epoca della dittatura militare e che tutt’ora avvelena la storia e la memoria della patria del Tango.
Un paese, l’Argentina, musicalissimo e ricco di sintesi culturali straordinarie, affollato di varie etnie fra cui quella ebraica (500.000 persone) particolarmente odiata dai militari golpisti.
Storia di una madre ebrea e tragedie legate diventano un viaggio agli inferi, reso quanto mai coinvolgente dalle articolate soluzioni lirico-orchestrali di Bacalov.
Musicista naturalizzato italiano da decenni, che incarna un compositore a 360° gradi, senza complessi di genere, autore di memorabili colonne sonore (fra le tante quella per “La passione secondo Matteo” di Pasolini e per opere di Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Wertmüller, Fellini, Rosi) e di esperimenti indimenticabili di autore sinfonico per gruppi progressive negli anni ’70: “Osanna”, “New Trolls”, “Rovescio della Medaglia”, Bacalov, nella segno di una auratica maturità, giunge al pianismo da fluido tanguero e alla composizione di vasto respiro.
“Estaba la madre” giunge al “Giovanni da Udine” il 29, alle 20.45, con replica il giorno dopo, alle 20.30, al Politeama “Rossetti” di Trieste e utilizza la potenza del canto “argentino” e del senso del movimento tipico di quella affascinante cifra sudamericana per testimoniare, attraverso una catarsi d’arte, il dolore e la ripulsa dell’insensatezza della violenza e della ferocia ideologica. Marco Maria Tosolini