Sabato grande emozione e successo per l’esordio della formazione in San Domenico

Nuova energia con Cappella Regiensis

DANIELA IOTTI – Giornale di Reggio 05 ottobre 2009

L’ESORDIO della Cappella Regiensis sabato sera nella ritrovata cornice della Chiesa di San Domenico (un potenziale auditorium con i dovuti riassetti per una resa acustica funzionale in tutto il suo spazio) ha confermato come la città sia ricca di energie e di professionalità e sappia elevarsi ad elevati livelli artistici se solo voglia guardarsi attorno e valorizzare le proprie forze. Musicisti nati e formatisi a Reggio o legati in qualche modo alla città hanno costituito, grazie all’entusiasmo e alla tenacia di Renato Negri e al sostegno di forze economiche (l’imprenditore Paolo Simonazzi e la Banca popolare dell’Emilia Romagna), espressione di un mecenatismo modernamente reinterpretato, una Cappella musicale che potrà costituire senza ombra di dubbio il nucleo di una futura orchestra. Il concerto, all’interno della rassegna Soli Deo Gloria e dedicato alla memoria di Maria Grazia Malagoli in Simonazzi, ha proposto un programma interamente costituito da musiche di J. S. Bach e incentrato, anche in ragione della dedica, sulla cantata BWV 106 Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit (Il tempo di Dio è il tempo migliore) denominata Actus Tragicus, ovvero sul tema della morte che assume nella religione luterana connotati di gioia e serenità, connessi al senso di rinascita e nuova vita. Una visione di Dio come Padre misericordioso e accogliente che si differenzia da quella del Dio giudice, terribile e implacabile, nonché dal senso cupo e tragico della morte, propri della religione cattolica. Nonostante il tema funebre arie e recitativi carichi di seduzione sonora, di slancio vitale, di giubilo festoso e l’evocazione, attraverso il testo poetico, parafrasi di passi del vangelo, di immagini struggenti e appassionate che delineano un rapporto tra uomo e dio di calda cordialità. Così la Cantata BWV 199, Mein Herze schwimmt im Blut (Il mio cuore è immerso nel sangue), in cui il virtuosismo vocale del soprano va a toccare affetti ed emozioni che travalicano l’ambito sacro evocando umori mondani oltre che celestiali. Alice Borciani, giovanissima interprete diplomatasi in canto all’istituto “Peri” e nel pieno di una brillante carriera internazionale, ha saputo trasmette il senso di appassionato trasporto e di delicata seduzione attraverso una vocalità tecnicamente eccellente, una dizione curata e un timbro naturalmente bello e cristallino. Di valore anche gli altri solisti vocali impegnati nell’Actus Tragicus, Letizia Verzellesi, Luigi Pagliarini e Markus Volpt. Due mottetti ad otto voci in doppio coro, BWV 229, Komm, Jesu komm e BWV 225, Singet dem Herrn ein neues Lied (Cantate al signore un canto nuovo), completavano l’impegnativo programma. Grande prova dal Coro del Friuli Venezia Giulia, preparato a Cristiano del’Oste nella rinnovata collaborazione con Reggio dopo la felice esperienza dello scorso anno con la Messa in si minore di Bach (il concerto verrà replicato a Udine). La Cappella Regiensis, sotto la direzione di Renato Negri, ha mostrato un perfetto equilibrio d’insieme, cura del suono, e della pregnanza timbrica esaltata dagli strumenti antichi; autentici solisti riuniti nel tutti o distribuiti nel continuo o ancora solisti nelle arie concertanti. Patxi Montero, viola da gamba; Francesca Torelli, Tiorba; Stefano Vezzani, Oboe; e ancora i flauti dolci di Pietro Mareggini e Luca Scarpa; i violini di Sebastiano Airoldi e Chiara Fanticini; completando con Matteo Malagoli, Marco Ariani, Pasquale Massaro e Primo Iotti all’organo. Grande risultato e grande emozione del numeroso pubblico, letteralmente entusiasta, bis fedele al tema bachiano con il celebre corale Ein Feste Burg ist unser Gott (Una solida fortezza è nostro Signore).