W. A. Mozart – Requiem KV 626 – D minor

 

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AutoreW.A. Mozart
InterpretiDell'Oste Annamaria, Sogmaister Cristina, Pasolini Gian Luca, Tonini Daniele
DirettoreRojatti Ezio
OrchestraOrchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia
CoroCoro del Friuli Venezia Giulia
EtichettaReal Sound - Udine
N. CatalogoRS 051-0069

3 pensieri su “W. A. Mozart – Requiem KV 626 – D minor”

  1. Ascoltata ed applaudita poco tempo fa a Brescia, l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia è qui impegnata nel capolavoro “estremo” del Salisburghese, completato com’è noto da Süssmayr. Fa sempre piacere ascoltare il Requiem, specialmente se ben realizzato in tutte le sue parti come in questo caso. Buono ad esempio il fugato del “Kyrie” e molto bello anche il larghetto del “Lacrymosa”. Fra le voci soliste, una lode particolare al mezzosoprano Cristina Sogmaister e al basso Daniele Tonini; notevoli poi le famose pagine del “Dies irae” e del “Confutatis”, mentre è lo stesso direttore del coro, Cristiano Dell’Oste, ad accompagnare all’organo il drammatico “Tuba mirum” con le quattro voci soliste.

    (Luigi Fertonani – Bresciaoggi – 12 febbraio 2003)

  2. […] Tant’è: ho aperto il cofanetto, ottimamente realizzato ed elegante, e ho ascoltato il CD (molto ben registrato, ricorrendo alle migliori tecniche oggi disponibili). Ho ammirato, già dalle prime battute, la direzione sobria, severa e rigorosa di Ezio Rojatti e la precisione dell’Orchestra Sinfonica e del Coro del Friuli Venezia Giulia; mi hanno convinto anche tutti i solisti di canto, partecipi e professionali.

    (Mario Marcarini – Musica – marzo 2003)

  3. Fin dalle prime battute si nota la profonda tensione e l’austerità presenti nella lettura di Ezio Rojatti. In particolare ho apprezzato molto il ricchissimo panneggio vocale e le grandi doti del Coro del Friuli Venezia Giulia, magnificamente preparato da Cristiano Dell’Oste, che dall’immobile e quasi ipnotica severità del “Requiem aeternam” iniziale passa con assoluta disinvoltura agli ardui passaggi fugati del “Kyrie eleison” sfociando in uno spiritato “Dies irae” in cui si mette in bella evidenza anche l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia che, pur suonando su strumenti moderni, sfoggia sonorità incisive e agilissime, in cui si segnalano in particolare gli ottoni. Il successivo “Tuba mirum” ci presenta i quattro cantanti, tra i quali mi è piaciuto il tenore Gian Luca Pasolini, autore di un luminoso “Liber scriptus”, e il soprano Annamaria Dell’Oste, già in precedenza molto commovente nel passaggio solistico “Te decet hymnus”. Più avanti Rojatti sfoggia un delicato e struggente intimismo nel “Recordare” e – soprattutto – nel “Lacrymosa”, che si chiude con una nota desolata, che sembra un braccio (inutilmente?) proteso verso la speranza di una salvezza.

    (Giovanni Tasso – CD Classics – aprile 2003)

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